breve di cronaca
Quello che vogliamo
Il Centro - 05-12-2002

Studenti in piazza contro la Moratti.
Tagli alla scuola pubblica, i ragazzi delle superiori contestano.
«Basta risparmiare sul futuro dei giovani», dice uno degli striscioni del sit-in studentesco .
«L'istruzione diventerà un diritto di pochi»



LANCIANO. Gli slogan sono sempre gli stessi, così come la voglia di far valere i propri diritti, nonostante gli scarsi successi degli scorsi anni. Puntuale come ogni dicembre, esplode anche a Lanciano la protesta studentesca. Ieri mattina centinaia di ragazzi, allievi di tutte le scuole superiori cittadine, sono scesi in piazza per contestare la riforma Moratti e la legge finanziaria per il 2003.
Legge che taglia ulteriormente i fondi alla scuola, riducendo il rapporto tra il numero degli alunni e quello degli insegnanti. «Basta risparmiare sul futuro dei giovani». Lo striscione che apriva la manifestazione, culminata con un sit-in sotto palazzo di città. «Quello che vogliamo», dice un rappresentante degli studenti, «è far valere i nostri diritti. Siamo contrari alla linea del governo, che continua a penalizzare il sistema scolastico pubblico, favorendo le scuole private. Se non ci sarà un'inversione di tendenza, chi non ha disponibilità economiche sarà sempre costretto ad un'istruzione di serie b». Durante la sfilata non sono mancati nemmeno riferimenti ad una scuola più laica, con l'ora di religione che secondo gli studenti dovrebbe diventare "l'ora delle religioni". E questo per non discriminare soprattutto i tanti ragazzi stranieri che ormai frequentano le scuole lancianesi e che non sono cattolici. Ma a Lanciano la protesta ha assunto anche una dimensione locale. I giovani hanno denunciato le carenze strutturali di molti edifici scolastici, primi fra tutti l'Ipc "De Giorgio" e il magistrale "De Titta". «La Provincia», continuano gli studenti, «ci ha assicurato soluzioni in tempi rapidi, ma il nostro dubbio è legato al fatto che i finanziamenti per le nuove scuole sono stati ridimensionati. Per cui chi ci assicura che i progetti non verranno rinviati?».
La tensione è alta. La prossima settimana in tutti gli istituti si terranno le assemblee degli studenti. Assemblee per fare il punto della situazione e decidere eventualmente nuove forme di protesta: occupazioni e autogestioni, che andranno avanti fino a Natale."Non ci interessa" precisano i ragazzi"anticipare le vacanze. Questo vogliamo sia ben chiaro a tutti. Chiediamo solo di poter studiare in ambienti più dignitosi e rispondenti alle nostre esigenze».

Francesco Flamminio

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