breve di cronaca
Diritto allo studio in agonia
Il Mattino - 04-12-2002
Un documento-denuncia degli studenti


Diritto allo studio in agonia. Lo denunciano in modo chiaro gli studenti. Lo fanno attraverso un documento ragionato che denuncia previsioni e promesse non mantenute dalla Finanziaria - capitolo università - e invece contenute nel Dpef, anni 2003/2006. L’analisi dettagliata - 11 cartelle, tabelle comprese - che racconta l’«agonia» del diritto allo studio elaborata dal presidente del Consiglio nazionale Studenti universitari, Tommaso Agasisti, è stata approvata a maggioranza dal Cnsu e si intreccia con le denunce della Crui, del Cun, dei sette rettori campani. Di quanti fanno e vivono l’università.

Ma vediamo i punti nodali del documento.

Diritto allo studio negato. Fino al 2001 il Fondo integrativo è sempre stato in aumento. Si è passati dai 150 miliardi di lire del ’99 ai 250 del 2001. È invece sceso a 125.809 mila euro il budget del 2002 (circa 242 miliardi di vecchie lire) e a 124.453mila euro nel 2003. Un decremento, denunciano i ragazzi, che danneggia gli studenti meno ricchi. A fronte di un costo della vita raddoppiato si stanziano meno soldi per borse di studio, alloggi universitari, orientamento e tutorato. Le borse di studio, per esempio: nel 2000/2001 si era raggiunta la copertura del 78% degli aventi diritto, quest’anno si è coperto solo il 66%. L'anno prossimo si arriverà alla copertura, dice Agasisti, di uno scarso 50%. Occorre, scrivono i giovani, «incrementare tale fondo di 51.646mila euro. Un dovere per gli studenti capaci e meritevoli».

Erasmus in tilt. Il progetto di mobilità e fondamentale in tutti i paesi della Ue. E i ragazzi ricordano che lo stesso ministro Moratti concordò con loro (maggio 2002), sulla necessità di raddoppiare i fondi disponibili. Invece, sono previsti circa 6milioni di euro che andranno a diminuire a 4milioni nel 2004 mentre «la cifra necessaria stimata è sui 12milioni di euro».

Tasse in aumento. «È' un rischio reale - afferma Francesco Borrelli, rappresentante del Consiglio nazionale degli studenti -. Da una parte si predica la diminuzione delle tasse per le famiglie più deboli e dall'altra si mira a tagliare fuori quanti non hanno possibilità economiche». Come, del resto, denuncia il documento del Cnsu. «Se gli atenei fossero privati da questa finanziaria delle somme necessarie per il proprio sostentamento - almeno a quello legato agli aumenti stipendiali pari al 4,31% - l’unica alternativa sarebbe quella di far gravare tali necessari oneri sugli studenti con un amento scriteriato delle tasse».
E gli studenti sono pronti ad alzare il tiro della protesta.


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