Adotta la LIP, parola per parola
La scuola che vogliamo - 03-06-2014
Contro la devastazione della scuola pubblica, rilanciamo la Legge di iniziativa popolare per la buona scuola disegnata dagli art. 3, 33, 34 della nostra Costituzione.
Adottiamone le parole, le idee, le speranze, condividiamola e facciamola condividere.
Vai e fai andare sul sito: http://adotta.lipscuola.it

Scegli una qualunque parola della legge e cliccala. Si aprirà una finestrella che ti permetterà di "adottare" la parola che hai scelto, di colorarla, di condividerla su Facebook e di lasciare, se vuoi, un breve messaggio.

Adottiamola in tante e tanti, facciamola diventare tutta colorata, poi cercheremo deputati che la riportino in Parlamento.

La legge di iniziativa popolare "Per una buona scuola per la Repubblica" è una proposta di legge presentata nel 2006 (dopo aver raccolto ben 100.000 firme) ma i cui contenuti sono assolutamente innovativi. Si tratta della proposta più ampia e organica mai prodotta dal mondo della scuola. Presenta l'esito di un dibattito e di un percorso che ha coinvolto in modo democratico migliaia di genitori, docenti e studenti di varie parti d'Italia, che hanno avuto così l'opportunità di riflettere e condividere un'idea di scuola composita e complessa.

In contraddizione con gli enunciati propagandistici di tutti i Governi che si sono succeduti, di attuare riforme condivise o "dal basso", anche questa legge di iniziativa popolare, è stata "abbandonata in un cassetto". Quegli stessi Governi che, ora come allora, dichiarano di voler fare riforme condivise, ascoltando il paese, non l'hanno mai discussa.

Per questo motivo il mondo della scuola lancia un appello ai parlamentari della Repubblica affinché sottoscrivano e ripresentino a loro nome la legge "Per una buona scuola per la Repubblica", impegnandosi a portarla di nuovo all'attenzione del Governo e del Parlamento.

La scuola nella legge

Una scuola pubblica, laica e pluralista: capace di garantire a tutte e tutti il diritto all'istruzione.

Risorse certe ed adeguate: il 6% del Pil, perché una buona scuola è la base della democrazia e del futuro di una società

Estensione dell'obbligo scolastico ai 18 anni.

Vivibilità delle classi e qualità della relazione educativa: non più di 22 alunni per classe e continuità didattica dei docenti.

Integrazione vera: dotazione organica aggiuntiva per il sostegno, l'alfabetizzazione, la lotta alla dispersione scolastica.

Programmi moderni, efficaci, condivisi.

Funzione docente: unicità, pari dignità, qualificazione.

Partecipazione di tutti alla gestione della scuola: rilancio ed estensione degli organi collegiali elettivi.

Autovalutazione delle scuole per un miglioramento continuo.

Un piano straordinario di edilizia scolastica

Sul sito http://adotta.lipscuola.it il testo integrale della Legge, la sua storia, la campagna per rilanciarla

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 Giovanni Cocchi    - 06-06-2014
La proposta di legge che vi proponiamo rappresenta l’esito di un percorso che ha coinvolto in modo democratico migliaia di genitori, docenti e studenti di varie parti d’Italia, che hanno avuto così l’opportunità di riflettere e condividere un’idea di scuola composita e complessa. Un percorso articolato, lungo, onesto e sofferto che ha visto ciascuno fare i conti con le idee e i bisogni dell’altro, nella ricerca della migliore mediazione possibile. L’esito finale è la proposta che vi presentiamo, riconosciuta come propria da tutti quelli che hanno partecipato a costruirla. Non abbiamo la presunzione di interpretare, nel suo contenuto, il sentire di tutto il paese, ma siamo convinti che questo sia il metodo da seguire per avviare un cambiamento, partecipato e condiviso, che produca effetti positivi e di lungo respiro sul Sistema Scuola. Un tale metodo è sempre mancato nell’intervenire sulla scuola. Esso rappresenta quanto di rigidamente irrinunciabile è presente nel codice genetico della nostra proposta.
La necessità della Lip per una buona scuola della Repubblica

 Luisanna Facchetti    - 08-06-2014
Noto che non si parla di educazione degli adulti. Eppure esistono i Centri territoriali, diventeranno presto Centri Provinciali in cui vi lavorano docenti statali e nei quali si accolgono, oltre ad adulti italiani o migranti, anche sedicenni che non hanno ancora il titolo di III media. Le aule sono sempre le stesse, il problema edilizio è condiviso, l'intera problematica però è complessa e richiede approfondimento.