L'informazione televisiva nel sistema della formazione
Giocondo Talamonti - 11-03-2014
Il mezzo televisivo è uno dei modi più concreti per veicolare le scelte sulle opportunità offerte dai percorsi scolastici e formativi (alta formazione e formazione permanente).
Queste meriterebbero adeguato spazio nei servizi pubblici e fruibilità da parte di tutti in quanto rappresentano la chiave per una corretta politica del lavoro e per costruire il futuro dei giovani. Nelson Mandela in proposito pensava che " L'istruzione è il grande motore dello sviluppo...".

E' evidente l'occupazione degli schermi televisivi nazionali da parte di trasmissioni dedicate alla cucina, alle ricette, alla preparazione di vivande senza considerare i servizi di RAI3 in diretta con le scuole umbre del settore.
Occorrerebbe invece considerare prioritarie, per lo sviluppo economico del territorio, l'istruzione e la formazione legate alle attività produttive in esso presenti ( chimica e siderurgia, strategiche per l'Umbria, per l'Italia e per l'Europa).
E' di recente pubblicazione l'articolo comparso su un quotidiano locale circa il pericolo di cancellazione, in un prestigioso Istituto Professionale perugino, di percorsi formativi utili e necessari all'industria e all'artigianato a causa del numero esiguo di studenti registratosi alla chiusura delle iscrizioni a.s.2014/2015.
E' compito di ogni Paese evoluto progettare e delineare i propri settori di sviluppo economico, facendo leva sulle professionalità che il mondo della scuola è tenuto a formare. Questo semplice connubio ha, come comune denominatore, l'orientamento, compito non solo della scuola, ma anche delle istituzioni, delle associazioni culturali, datoriali, sociali e di tutti i mezzi d'informazione.


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