Un Codice Bavaglio a discrezione del Rettore
Cub scuola Torino - 27-02-2014
Politecnico di Torino. Lo strano caso di un Codice di Comportamento che ha bisogno di un Rettore come Garante

La CUB Scuola Università Ricerca giudica gravissima la scelta del Consiglio di Amministrazione e del Senato Accademico del Politecnico di Torino di imporre un Codice di Comportamento che giustamente molti lavoratori dello stesso politecnico hanno definito CODICE BAVAGLIO perché colpisce nei fatti la libertà di espressione e di associazione imponendo al personale di comunicare all'amministrazione l'eventuale adesione ad associazioni che, non si comprende in che maniera, potrebbero interferire con la vita dell'ateneo.
Suggestiva è l'affermazione dello stesso Rettore Marco Gilli che "si fa garante del fatto che mai il personale docente potrà essere neppure redarguito o sanzionato sulla base del codice di comportamento".
A questo punto sono lecite due domande:
- se il codice bavaglio non dovrà essere applicato ai docenti perché è stato approvato? Al fine di ornare le pareti del Politecnico?
- il Rettore "garantisce" i docenti e, fatto salvo che preferiremmo la certezza della norma ad una garanzia individuale, si potrebbe apprezzare il suo zelo ma cosa avverrà con il personale tecnico ed amministrativo? Per loro, citiamo sempre Marco Gigli che afferma "l'ateneo è innanzitutto il luogo della libera circolazione delle idee" non vale questa libertà?

Noi crediamo che la libertà di espressione o il diritto alla privacy debbano valere per tutti e consideriamo quanto avviene al Politecnico, e non solo al Politecnico visto che codici simili sono imposti in altri atenei ed enti pubblici, come un gravissimo attacco ai nostri diritti.
Sappiamo sin troppo bene che strumenti del genere, già ampiamente utilizzati per intimorire, sanzionare, licenziare lavoratori che hanno denunciato situazioni gravissime per quel che riguarda la sicurezza dei lavoratori come nelle ferrovie, sono una pistola puntata contro di noi.

La CUB Scuola Università Ricerca si impegna di conseguenza a contrastare questa deriva liberticida sia sul piano della diretta azione sindacale che su quello legale.


Per la CUB Scuola Università Ricerca
Cosimo Scarinzi



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