Il tempo di sognare
Francesco di Lorenzo - 25-01-2014
Così vanno le cose, non c'è che dire. Mentre il ministro Carrozza (sempre più in bilico) afferma, durante l'audizione in commissione istruzione al Senato, che per gli scatti stipendiali 2013 del personale scuola non ci sono i fondi (e per pagare quelli del 2012 i soldi verranno presi dal fondo per il miglioramento formativo), c'è qualcun altro che promette mari e monti. Ad esempio Renzi, segretario del PD, il quale parla in un'intervista di cinque miliardi per ristrutturare il patrimonio edilizio, per rendere, cioè, agibili gli edifici scolastici pericolosi e fatiscenti che sono le nostre scuole. Il discorso che fa è semplice: servono almeno cinque miliardi per mettere, prima di tutto, in sicurezza le aule; poi si parlerà di didattica, meritocrazia e reclutamento degli insegnanti. In pratica dice che bisogna garantire prima la vita dei nostri alunni, poi si penserà al resto. Che è un discorso sensatissimo se non nascondesse, diciamo la verità, molto fumo. Insomma, con le parole possiamo far finta di costruire castelli e far diventare le nostre scuole delle 'regge' , ma poi c'è lo scontro con la realtà che è un minimo più dura.
Ma come - la classica domanda dell'uomo normale - non si trovano i soldi per onorare un contratto di lavoro (scaduto tra l'altro) e si parla di cinque miliardi per gli edifici scolastici? Passiamo, siamo costretti a passare, dal più bieco e duro realismo, direttamente nel mondo dei sogni, così, senza fare una piega? Senza farsi venire neanche qualche dubbio?
Il fatto è che la maggioranza è sempre ben disposta a seguire i sogni, in periodi come questi poi (ma anche in altri), perché i sogni apparentemente non costano niente. E gli esempi certo non mancano. Ma ancora quanto tempo ci è rimasto per sognare?

Per la serie, quando la guerra porta nebbia nelle menti, o anche, in tempi di crisi non si guarda in faccia nessuno. Così, anche i dirigenti scolastici sono in agitazione. Lo sono per la mancanza di fondi, da qualche anno endemica con i tagli che tutti sappiamo e che li mette in serie difficoltà, ma questa volta c'è anche dell'altro. Una delle associazioni di categoria, l'associazione nazionale presidi, infatti, è scesa in piazza a manifestare 'contro il blocco delle retribuzioni, la mancata perequazione con altri funzionari pubblici ma in questo momento anche contro la riduzione degli stipendi'. Lo ha detto Giorgio Rembado, presidente dell'ANP, il quale, però, ha continuato lanciando un'accusa al governo, reo di aver pensato solo ai docenti, che non dovranno restituire 150 euro, dimenticandosi invece di loro.
Ora, diciamo la verità, che tutte le proteste siano legittime non c'è alcun dubbio, ma che per perorare una causa si usino argomentazioni 'inadeguate' (o fuori luogo, o infantili) lo è un po' meno. Ma in tempi di crisi...si sa, passa di tutto!

Ogni tanto riesplodono polemiche su tematiche antiche e così sembra che il tempo si sia fermato. Oppure è proprio un modo per ingannare l'età che avanza...chissà?
Succede che un sito specializzato, Orizzonte Scuola, riproponga una circolare del 1969 che imponeva agli insegnanti di non dare compiti a casa nel fine settimana. Questa iniziativa ha innescato immediatamente tutto un dibattito tra favorevoli e contrari: in pratica, tra chi predica il rigore e chi invece viene considerato un lassista, tra chi vuole una scuola dura e decisa e chi invece la vuole molle e fragile.
Naturalmente ragazzi e famiglie oberate dagli impegni ci avevano sperato, ma la risposta del ministero ha frenato gli entusiasmi: a parte il superamento della circolare dovuto agli anni trascorsi - una cinquantina - nel frattempo ci sono state successive norme che l'hanno modificata. E ormai, con l'entrata in vigore dell'autonomia, è tutto demandato ai singoli istituti.
Ma il dibattito è stata l'occasione giusta per parlare di nuovi metodi di insegnamento, per esempio, le classi rovesciate, le "Flipped classroom". Si tratta di un nuovo modello di insegnamento che prevede approfondimenti in classe, mentre a casa gli studenti hanno come compito quello di seguire i video delle lezioni creati dagli insegnanti, o anche solo consigliati. Un modo per ottimizzare le ore di scuola e seguire meglio chi ne ha più bisogno...insomma, qualcosa da prendere in seria considerazione.

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