Il ministero legifera in barba alle leggi
Alessandra Referza - 29-11-2002
Gli specializzati e gli specializzandi SSIS intendono esprimere la loro indignazione per la recente risoluzione del Ministero dell'Istruzione, che con il DM del 26 novembre ha dato il via ad un' ennesima sanatoria, che compromette la qualità dell'importante percorso di formazione per la professione docente.
Tale decreto, infatti, consente "l'iscrizione in soprannumero al 2° anno della SSIS a coloro che sono in possesso del diploma biennale di specializzazione per le attività di sostegno, nonché del diploma di laurea o del diploma di istituto superiore di educazione fisica (ISEF) o di Accademie Belle Arti o di Istituto superiore per le industrie artistiche o di Conservatorio di musica o Istituto musicale pareggiato, per il conseguimento del diploma di specializzazione abilitante".
Comprendiamo la necessità di valutare il precedente percorso di alcune categorie di aspiranti docenti; pertanto riteniamo opportuni e legittimi, all'interno delle SSIS, il riconoscimento di alcuni crediti precedentemente acquisiti e la possibilità di usufruire di alcune abbreviazioni del percorso abilitante.
Tuttavia la gravità dell'atto ministeriale risiede nella concessione di accedere alla SSIS senza aver superato un esame di ingresso. Questo è in palese contrasto con la normativa vigente, che prevede un numero programmato di iscrizioni, ricavato in base al fabbisogno di insegnanti sul territorio regionale, e una prova iniziale che regoli gli accessi. Inoltre, non rispettando il bisogno reale di docenti all'interno di ogni regione ed affidando la programmazione del numero ad ogni SSIS (e non ai CSA), si aprirà la strada alla formazione di nuovo precariato scolastico.
Riteniamo, inoltre, assurdo e preoccupante che nel decreto in questione si faccia riferimento al disegno di legge approvato dal Senato il 13 novembre 2002, che non è stato ancora approvato dal Parlamento, e del quale, per giunta, si è completamente ignorato il punto che prevedeva il superamento delle prove di accesso per l'ingresso alla SSIS dei suddetti aspiranti docenti.
Riteniamo, poi, fuori luogo il riferimento alla nota del Presidente della Codissis del 18-11-2002. Oltre al fatto che la Conferenza permanente dei Direttori delle SSIS non riveste alcuna funzione istituzionale - pertanto sembra ingiustificato il riferimento ad essa in un decreto ministeriale - sottolineiamo anche che alla base della nota non c'è stato il consenso di tutti i membri della Codissis, al punto che il giorno 22 novembre il Presidente ha rassegnato le sue dimissioni.
In conclusione, ribadiamo la nostra preoccupazione per le conseguenze che il decreto potrà produrre, sia per la svalutazione del percorso delle scuole di specializzazione e la disparità di trattamento che si creerà fra i docenti specializzati (molti colleghi con gli stessi titoli alle spalle hanno regolarmente superato una prova d'accesso e frequentato un intero biennio!), sia per il grave danno che ne deriverà per tutti i precari della scuola.

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