Sciopero 18 ottobre: la scuola si ferma per tutta la giornata
Cobas Scuola - 17-10-2013
Lo sciopero generale indetto per il 18 ottobre riguarderà tutta la Pubblica Amministrazione, ma anche se si è posto l'accento soprattutto allo sciopero dei trasporti pubblici, anche il mondo della scuola si fermerà per protestare contro la politica dell'austerità imposta dal governo Letta.
il mondo della scuola protesta contro il blocco dei contratti, degli scatti di anzianità e dei salari.
Lo sciopero dell'intera giornata avrà come culmine la manifestazione che si terrà a Roma alle ore 10,00 con partenza da Piazza della Repubblica per arrivare in corteo a Piazza San Giovanni.
I Cobas, nel comunicato diffuso a descrizione dello sciopero spiegano le motivazioni e le rivendicazioni:
Il 18 ottobre la scuola si mobilita con uno sciopero dell'intera giornata e manifestazione nazionale a Roma all'interno dello sciopero generale di tutto il lavoro dipendente indetto dai Cobas e dai sindacati conflittuali nella convinzione che i devastanti provvedimenti che anche il governo Letta continua ad attuare, possono essere contrastati solo con una forte mobilitazione. Come è dimostrato dalla vicenda degli "inidonei" che si voleva, con una norma del governo Monti, spostare obbligatoriamente sui profili ATA e che grazie a 2 anni di mobilitazione continua e decisa, sono riusciti a far abrogare la "norma della vergogna", rimanendo così nel loro ruolo docente e impedendo il licenziamento dei precari amministrativi e consentendo loro di essere immessi in ruolo su quei posti.
Scioperiamo per
• chiedere massicci investimenti nella scuola pubblica bene comune, il rinnovo del CCNL, bloccato dal 2010 al 2014, con un aumento di 300 euro mensili netti per docenti ed ATA e la restituzione degli scatti di anzianità, che il governo Letta (a differenza di quanto avviene in quasi tutti i paesi europei) ha bloccato anche per il 2013 e 2014 e che ha intenzione di eliminare del tutto, nonostante docenti ed ATA abbiano già perso il 30% del reale potere di acquisto rispetto al 1990;
• dire NO alla scuola‐quiz e al Sistema nazionale di (S)valutazione. Chiediamo la cancellazione dell'art. 16 del decreto legge Carrozza, secondo il quale gli insegnanti i cui studenti non abbiano risposto a dovere agli assurdi indovinelli Invalsi dovrebbero andare a ripetizione dagli invalsiani stessi, che nulla sanno di didattica: un articolo che di fatto impone l'addestramento coatto ai quiz e che dimostra come il governo voglia usare i quiz Invalsi per giudicare scuole, docenti e studenti.
• dire NO ai BES (Bisogni Educativi Speciali), penoso espediente per eliminare progressivamente il sostegno agli studenti diversamente abili;
• l'assunzione di tutti i precari (docenti ed ATA) su tutti i posti vacanti e disponibili;
• dire NO all'aumento d'orario e alla distruzione delle pensioni, con particolare riferimento
all'allucinante vicenda dei "quota 96": va restituito subito il diritto al pensionamento a quei docenti ed ATA che, a pochi passi dalla pensione, si sono visti allungare fino a sette anni la permanenza sul posto di lavoro;
• completare la vittoria degli "inidonei", che ora vogliono che dal decreto Carrozza venga cancellata anche la possibilità ‐ assurda ‐ di essere trasferiti in altre amministrazioni pubbliche ;
• chiedere che venga rispettata l'obbligatorietà della materia alternativa alla religione cattolica che, se rispettata in tutte le scuole, creerebbe migliaia di nuove cattedre;
• chiedere la piena regolarizzazione del lavoro dei "modelli viventi";
• affermare la democrazia sindacale per tutti/e, contro il monopolio dei sindacati di Stato.
La scuola in lotta manifesterà a Roma con tutti gli altri lavoratori dipendenti.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 CUB Scuola Università Ricerca    - 17-10-2013
I tecnici ed amministrativi precari del Politecnico di Torino riuniti in assemblea questa mattina hanno deliberato che domani, 18 ottobre, in occasione dello sciopero indetto unitariamente dai sindacati di base, si svolgeranno nuove iniziative di lotta al Politecnico al fine di ribadire la volontà di lotta sino al raggiungimento dell'obiettivo della stabilizzazione. Appuntamento alle 8,30 presso la sala del Consiglio di Amministrazione occupato. Ieri, dopo una bella e partecipata assemblea, vi è stata, sino alle 23, l’occupazione dell’ufficio del Rettore ed è stato concordato un incontro per una trattativa per lunedì prossimo.

L'assemblea ha visto la partecipazione, oltre ad un robusto gruppo di precari, di lavoratori a tempo indeterminato, ricercatori precari, studenti. È intervenuto anche il professor Marco Revelli dell'Università di Torino. Gli interventi, numerosi ed interessanti, hanno denunciato una situazione indecente, il fatto che bel il 17% del personale è precario, la non disponibilità dell'amministrazione a superare questa situazione. Emerge da questa mattina la volontà di tenere duro sino a quando vi saranno garanzie di soluzione del problema. Come primo momento di radicalizzazione della pressione sul Rettore è stato occupato il suo ufficio in maniera pacifica ma determinata. La mobilitazione prosegue con lo sciopero di tutta la giornata di venerdì 18 ottobre e con nuove iniziative la prossima settimana. Si è stabilito anche di coordinarsi con i precari dell'università di Torino, con i bibliocooperatori, col movimento degli studenti.

I lavoratori precari del Politecnico di Torino da oltre una settimana stanno occupando la sala del Consiglio di Amministrazione dell’ateneo per chiedere la stabilizzazione dei contratti di oltre un centinaio di addetti, dei quali 83 tempi determinati e 47 CoCoCo, il 17% del personale. Si tratta di donne ed uomini che lavorano nelle strutture informatiche, di internazionalizzazione, nella gestione della didattica, nelle manutenzioni edifici e in altre sedi. I precari chiedono la proroga per tutti i tempi determinati in servizio, una programmazione di concorsi per assunzioni a tempo indeterminato, la definizione di un piano di assunzioni a tempo determinato destinato agli addetti con contratti di collaborazione, la limitazione da parte dell’amministrazione al ricorso a forme contrattuali atipiche, per sopperire alle carenze di personale. La CUB Scuola Università Ricerca sostiene la mobilitazione dei precari del Politecnico e parteciperà all'iniziativa di domani come ha sempre fatto in questi giorni.

Rino Lamonaca, Cosimo Scarinzi