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Via Dogana: una rivista che pensa
È una delle riviste che pensano con immagini e con parole.

Ma che cosa possiamo fare e pensare in questi giorni di guerra
non più dichiarata e permanente che fa da sfondo alle nostre vite?
In un mondo dove agiscono terrorismo, sacrificio dei martiri,
contrapposizioni,
barricate e resistenza, dove le strade sembrano aperte più che altro a
lle passioni maschili, le donne imitano o si tirano indietro,
persino nei movimenti in cui esse sono fonte di creazione
e di invenzione di soluzioni nuove.

Di fronte a guerra e terrorismo noi donne siamo spinte in un vicolo cieco,
dove patiamo più degli uomini, perché loro hanno sempre una parola o un'
arma.
Via Dogana lavora per aprire l'orizzonte con la narrazione
delle esperienze di donne e anche di uomini,
perché così crediamo possa prendere forza un agire politico altro.

Abbiamo continuato a interrogarci in tutti gli ultimi numeri di Via Dogana
(E gli uomini?, Fanno le guerre e non sanno confliggere,
Quelle che sanno esserci, Libertà senza emancipazione,
L'universale in un contesto),
convinte, infatti, che se viene a mancare la narrazione
della pratica di donne si ricada nel ciclo della ripetizione,
in cui la realtà vissuta e pensata
di donne e di uomini viene sostituita da sistemi e teorie.

Abbiamo cercato di offrirci e di offrirvi la possibilità di esserci
con nuove parole e azioni, per superare lo smarrimento del nostro tempo.
Per continuare a esserci abbiamo bisogno di sostegno simbolico
e materiale che ci consenta di distribuire la rivista.

In cambio offriamo un pensiero guadagnato
dalle donne con le loro pratiche.


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