L'estate se ne va
Francesco di Lorenzo - 22-08-2013
Una volta, in estate, il ministero dell'Istruzione era in pieno fermento, tanto che alcuni dirigenti periferici consigliavano, per fare i simpatici, insegnanti e personale tutto a stare attenti a norme, leggine e sanatorie che venivano fuori in pieno agosto. Si sperava, chissà, che qualcuno distratto dall'estate non vedesse, o si voleva castigare chi se n'era andato con leggerezza in vacanza? Misteri del ministero, che allora era della Pubblica Istruzione.
Era meglio-era peggio, non fermiamoci a queste dispute senza conclusione. Resta il fatto che oggi è diverso. Una volta ad agosto si andava di più in vacanza, oggi di meno per questioni economiche in primo luogo, ma anche per la naturale evoluzione dei costumi: chi ha la possibilità le vacanze le fa quando vuole. Poi, c'è che ad agosto non c'è più la chiusura in massa delle fabbriche, per il semplice fatto che le fabbriche hanno già chiuso da tempo. Insomma, in un modo o nell'altro, che sia fatto apposta o che sia solo un caso, oggi c'è più trasparenza, mettiamola così. Ma è chiaramente la trasparenza del nulla. Non c'è niente da occultare. Ciò che traspare in modo massiccio, invece, è la difficoltà di gestire la scuola, al di là delle parole e delle belle intenzioni pronunciate. Si annunciano sulla scuola cambiamenti di passo che non vengono esplicitati. Ma poi, cambiamenti di passo di che tipo? Quello che vien fuori sono abitudini ventennali: blocco degli stipendi e tagli degli organici, come esempi, ma si potrebbe anche continuare.
Se queste sono le premesse, ci attendiamo il peggio con cambiamenti sì, ma in negativo. Mentre, tra Meeting e feste di partito, gli scambi di cortesie e di carezze tra i due schieramenti che però governano insieme, si alternano a minacce e ricatti che servono a fare scena. Sono teatro che però non si sa bene come finirà, a volte succede che anche non volendo la strada intrapresa ti impone di fare certe cose, di arrivare a certe conclusioni. E in tutto questo bisognerebbe governare qualcosa? C'è tempo, cioè, per governare la scuola?
Intanto il ministro Carrozza, che interviene molto di più sull'Università per sua evidente competenza (lo si può dire senza offendere), ha anche lei bisogno di vacanze. Infatti ha assistito alla rappresentazione della Tosca tenutasi a Torre del Lago. La concitazione degli eventi e la drammaticità del finale dell'opera, cosa ispirerà, o avrà già ispirato, alla nostra ministra? Questo non ci è dato sapere!

E così, tanto per farci ancora del male, ma solo un po', veniamo a sapere che tutti i sindacati non sono d'accordo con l'impostazione del decreto sulla valutazione voluto dall'invalsi. In particolare il segretario nazionale della Uil Di Menna, ha detto che il prossimo incontro sulla questione, che avverrà a fine agosto, non nasce 'con buoni auspici'. Menomale! Però, nel frattempo, il maestro Mancastroppa di Parma è stato sanzionato dal proprio preside con una nota disciplinare per non aver corretto le prove Invalsi. Che dire a un preside così zelante, ministeriale, Invalsino? Peccato per lui. Solo una domanda: e tutti gli altri docenti che non hanno corretto le prove? Che si sbrighino i suoi colleghi a sanzionarli o che almeno si autodenuncino i colleghi per accelerare le procedure.
Restano a carico di tutti, per ora, le ragioni del maestro parmense, che sono quelle sacrosante più volte esposte ma che nessuno prende in considerazione. Il ministro Carrozza potrebbe interessarsi di questa questione, pur sapendo che non si tratta di Università? Com'è che per salvaguardare un gruppetto di privilegiati che hanno perso ogni autorità, si permette che venga sanzionato un insegnante serio, bravo e critico? Tutti noi siamo chiamati a pensarci ed eventualmente a rispondere.

Tags: Ministero dell'Istruzione, Carrozza, Invalsi, sanzione


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