22 Giugno Fischi, distacchi ed esami
Francesco di Lorenzo - 22-06-2013
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2012-2013



Quest'anno il meeting di Comunione e Liberazione sarà inaugurato dal presidente del consiglio Enrico Letta. Pensare che una volta, qualche anno fa, i rappresentanti dell'opposizione erano accolti dai militanti di CL con fischi e pernacchie, per essere leggeri. Ora non succede. Ora è tutto cambiato. Ora, è solo seguendo uno schema vecchio e antiquato che il presidente del Consiglio Letta dovrebbe essere all'opposizione. Adesso siamo amorevolmente insieme. E se qualcuno si azzarda a porre il problema di una diversa visione della società, per favore, la smetta. Non è questo il momento.
Si dirà che i tempi sono cambiati, tanto cambiati da far apparire come qualcosa di irreale i fischi che, ad esempio, furono riservati al ministro dell'istruzione Berlinguer al Meeting del 1996. Ma lì, eravamo nella preistoria.
Queste di adesso sono ' larghe consonanze' e non sono invenzioni del momento. Vengono da lontano (ma non dalla preistoria). Per farci un'idea, hanno inaugurato il Meeting negli ultimi due anni, a mo' di preparazione, Napolitano nel 2011 e Monti nel 2012.
Su che cosa questo comporti riguardo l'idea di scuola, sulla politica da attuare e sui provvedimenti da prendere per il mondo dell'istruzione, sorgono, stante la situazione, non solo semplici e doverosi dubbi, ma voragini di incertezze difficilmente colmabili, anche possedendo una fantasia spinta.
Resta, come connotato essenziale, una naturale confusione sulla scuola che non accenna a diminuire, anche perché effettivamente nessuno ne ravvisa il motivo. In più, c'è il contorno di episodi di qualche gusto che ne alimentano le fiamme. È successo che in un dibattito il sindaco di Firenze, Renzi, abbia criticato e attaccato la riforma, peraltro mancata, di Berlinguer (che ha comunque introdotto l'autonomia scolastica) facendo infuriare il responsabile-scuola milanese del suo stesso partito, per niente d'accordo. A questo punto, lo stesso responsabile scuola del PD, per non essere da meno, se l'è presa con Epifani, poiché nella distribuzione degli incarichi della sua segreteria, avrebbe omesso di affidare a qualcuno proprio la delega sulla scuola. (I maligni dicono per non disturbare la ministra Carrozza del suo stesso partito, per lasciarla libera di fare. Cosa? non si sa). Ad ogni modo, da qualsiasi prospettiva la si metta, ne vien fuori un segnale non proprio confortante per il livello di considerazione che il principale partito del centrosinistra ha o dovrebbe avere del problema scuola.
Ma tutto questo c'entra qualcosa con le larghe intese? Assolutamente no, non diciamo sciocchezze, direbbe Letta.
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Capita di leggere che l'onorevole Galan del PDL, presidente della commissione cultura, e la coordinatrice nazionale scuola, sempre del PDL, abbiano esplicitamente richiesto di smetterla con i tagli ai distacchi di professori e presidi. Vogliono e reclamano più personale distaccato per fare cose e per attuare l'autonomia. Che è come attaccare i tagli dalla parte opposta a quella dovuta (anche dal buonsenso). Si vede che il momento è propizio per sprecare risorse e aumentare la clientela. E anche questo, naturalmente, non ha niente a che vedere con le larghe intese. Se qualcuno lo pensa, si sta sbagliando, sta prendendo un abbaglio.
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Come sempre ogni anno a giugno l'esame di maturità si prende la scena centrale riguardo le notizie sulla scuola. È un tappa obbligata, una tassa a cui è difficile sfuggire, anche per i furbi.
Figuriamoci per i normali, che, 'cornuti e mazziati', devono sorbirsi gli esercizi retorici degli articolisti di giornale, infarciti di politichese (molto scorretto alle orecchie) o di politicamente corretto (molto fastidioso e basta). Il modello base è più o meno questo: chi è per il classico tema di italiano, chi è contro il tema, insieme ai catastrofisti che da anni denunciano una perdita che non c'è (il tema).
A parte poche eccezioni, però, quest'anno mi sembra che la maggioranza sia contenta delle tracce della prima prova. Certo, dicono, sono difficili, ma sono finalmente uscite dai luoghi angusti e tetri di una scuola modello superato. Che è un po' quello che tutti chiedevano, solo che quando lo si fa, arrivano subito i distinguo. Ma son cose a cui siamo abituati. Il merito di questa evoluzione è del ministro Carrozza? Non si sa.
Si sa, invece, che a proposito di esame di Stato, il ministro ha nominato una commissione per riformarlo, insieme ad una revisione dei programmi dell'ultimo anno delle superiori. Quindi aspettiamo l'evoluzione... intanto non finiremo mai di stupirci. Almeno questo!

Tags: larghe intese, Comunione e Liberazione, Meeting di Rimini, opposizione, tagli, esame di maturità, Carrozza


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