Promesse e memorie
Francesco di Lorenzo - 08-06-2013
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2012-2013



È fin troppo facile fare dell'ironia dicendo che la Carrozza della scuola è partita. Ma è così, la partenza c'è stata. Le linee programmatiche sono state confermate nella loro generale bontà.

Davanti alle commissioni Istruzione di Camera e Senato la titolare del ministero ha spiegato quello che ha in mente di fare. Ha parlato di un turn-over di 44mila lavoratori della scuola in tre anni, dal 2014 al 2017, durante i quali una quantità di docenti precari dovrebbe essere assorbita. Ricordiamoci però che i precari sono molti di più. Quindi è solo la promessa di un inizio, ma tutti si sono affrettati a dire che è già qualcosa. Ed è vero.

Le parole del ministro hanno toccato moltissimi punti e naturalmente anche quelli dolenti, quelli su cui negli ultimi anni si è molto discusso senza arrivare a nessuna conclusione. Uno di questi è la carriera dei docenti. L'idea di legare la progressione di carriera non all'anzianità ma a qualcos'altro, che ognuno ha chiamato come voleva e che nella versione attuale si chiama 'cursus professionale', è un'idea che circola da qualche annetto.

Il primo che la mise in campo fu il ministro Luigi Berlinguer che per aver smosso le acque, per aver fatto da apripista, si dice, ma forse è proprio così, alla prima occasione perse il ministero. Nel senso che le polemiche che ne scaturirono lo aiutarono ad essere accompagnato alla porta.

Da allora molto si è detto, cincischiando di meriti e meritocrazia, dando esempi e modelli non certo rassicuranti da parte di chi li proponeva, tant'è che non si è mossa, sulla questione suddetta, neanche una molecola di polvere. Poiché per ora della nuova versione ci sono solo intenzioni da leggere e tutto ancora da definire, è molto meglio aspettare prima di giudicare.

Comunque, tutti i sindacati maggiori hanno espresso una generale soddisfazione per le parole del ministro. Solamente la Cgil avrebbe preferito che si partisse da una critica più serrata su quello che è accaduto negli ultimi anni alla scuola italiana, e ha posto il problema delle risorse: da dove si prederanno i soldi necessari? Ma come si capisce, un governo di larghe intese non può dare risposte su tutto, e non può neanche sconfessare quello che è stato fatto prima senza creare imbarazzi o altro, quindi non ci sono state risposte. E chissà se verranno (le risposte).

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Mentre sta per concludersi quest'anno scolastico non accennano a finire alcune polemiche circoscritte come quella che infuria sulla settimana corta nella scuola italiana. Nessuno è d'accordo con nessuno sulla possibilità che la scuola si chiuda per tutti il sabato. Ognuno porta argomenti a favore della propria tesi e contro quella degli altri, come se si dovesse vincere una gara nella discussione piuttosto che ragionare nel merito. Ma questa è la caratteristica principale ed ineliminabile (ineliminabile?) del nostro modo di essere. Che fare? A saperlo!

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Piace, invece, concludere quest'intervento con una notizia minore. Minore in quanto non è riportata dai giornali nazionali. Ecco la notizia: esiste in una via di Palermo un 'Giardino della Memoria' dedicato alle vittime della mafia. Dal 2005 su un terreno confiscato ad un mafioso, si piantano, a cura dell'Associazione Nazionale dei Cronisti e della sezione distrettuale dell'Associazione dei Magistrati, alberi che portano attaccata una targhetta con il nome della vittima. L'arbusto crescerà come memoria della persona sacrificata e sarà una ideale continuazione di una vita spezzata in modo violento e abusivo. L'ultima visita di quest'anno al Giardino della Memoria è stata fatta dagli alunni di un istituto per geometri palermitano. Ecco cosa hanno detto gli studenti: "Stare qui suscita molte emozioni. Non conoscevamo alcuni di questi nomi che stiamo leggendo oggi. È importante conoscere la storia degli eroi che hanno perso la vita per il rispetto delle leggi. Sicuramente abbiamo appreso molto anche senza studiare sui libri scolastici. Non dimenticheremo sicuramente questa mattinata". C'è bisogno di un commento?

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Annalisa    - 10-06-2013
No, non c'è bisogno di commentare, i brividi che sento leggendo questa storia sono il commento. Confucio diceva " Dimmi e dimenticherò , mostrami e forse ricorderò, coinvolgimi e comprenderò".
Annalisa

 Emilio    - 11-06-2013
Da dove si prederanno i soldi necessari? Scommetto dal FIS o dai nostri stipendi già bloccati dal ministro D'Alia... per me finché non si risponde anche a questa domanda nessuna apertura di credito per nessun governo.