Persi e dispersi
Francesco di Lorenzo - 01-06-2013
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2012-2013



Si dice spesso e in diversi contesti, alla fine di un periodo, che è stato un anno difficile. Per quanto riguarda la scuola italiana ormai si è perso il conto degli anni difficili. Ci resta solo la gara per cercare di capire quale anno lo è stato di più. Perché le varie stagioni delle difficoltà più o meno gravi della nostra scuola non accennano a diminuire e non si notano cambiamenti positivi.

C'è, per esempio, da alcuni anni il seguente fenomeno: si cambiano i nomi e le sigle, si sostituiscono le Ssis (scuole di specializzazione all'insegnamento secondario) con il Tfa (Tirocinio formativo attiva), si pensa per accelerare l'entrata dei nuovi docenti nella scuola, ma i precari alla fine restano sempre precari. Il numero non diminuisce, hanno poche o nessuna speranza di cambiare la loro condizione che è ferma e fissa e non si sposta di un millimetro.

Ci siamo ormai persi e dispersi tra parole come priorità (in cima alle priorità) e futuro (indispensabile per il nostro futuro) dette da tutti, di ogni schieramento e in tutte le salse, per sottolineare l'importanza che la scuola ha nei pensieri e nei progetti di chiunque. Ma sono chiacchiere che non si sono mai tradotte in alcunché.

Naturalmente per questioni di tempo non si può accomunare a questa critica il neoministro Carrozza, ma ricordiamoci che ha usato, come tutti, parole di impegno ancora più forti ('la scuola come pilastro della rinascita della società' e 'se non ci sono soldi me ne vado'). Aspettiamo e vediamo. Soprattutto controlliamo: il controllo dei cittadini come regola base della democrazia.


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E direttamente dai cittadini, precisamente dal movimento Cittadinanzattiva, arriva una proposta concreta per la scuola. Un documento con dei punti che bisognerebbe subito attuare e le indicazioni delle priorità riconosciute non procrastinabili per far ripartire la scuola.

Il sostanza il movimento ha presentato un 'memorandum' alla Commissione Cultura della Camera che ha per nome 'La scuola che vorrei'. Le proposte sono condensate in otto punti e sono il frutto di un sondaggio aperto che Cittadinanzattiva ha condotto coinvolgendo studenti, genitori e insegnanti di più di cento scuole, in diciotto regioni italiane.

I soggetti delle scuole interpellate hanno espresso una priorità: continuare e concludere l'anagrafe e la mappatura dell'edilizia scolastica italiana e, subito dopo, interessarsi ai problemi della sicurezza che direttamente ne derivano. (Non sarà inutile ricordare che proprio venerdì 31 maggio 2013, è iniziato il processo di secondo grado per la morte di Vito Scafidi, lo studente 17 enne rimasto travolto dal crollo di un controsoffitto al Liceo Darwin di Rivoli in provincia di Torino.).

Tra le altre proposte del 'memorandum' presentato, spicca quella relativa all'abbattimento delle barriere architettoniche che ancora in molti istituti non è completato; c'è poi la richiesta del riconoscimento della cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia o giunti da piccoli. Che sembrano effettivamente richieste di un certo peso e anche di una certa urgenza.

Infine c'è la richiesta di dedicare una rinnovata attenzione all'educazione civica. L'auspicio è che non sia solo l' introduzione di una materia curricolare ma sia effettivamente uno spazio concreto fondato sull'impegno vero e reale, per sviluppare competenze civili sia nella vita scolastica che extrascolastica. In pratica un laboratorio di esperienze vere e vissute che superi la teoria e le belle parole.

Naturalmente, per completezza di informazione, i membri del movimento Cittadinanzattiva sono impegnati in prima persona in progetti per la scuola, hanno infatti in corso un monitoraggio della sicurezza di circa 250 edifici scolastici, e alla fine i dati raccolti saranno messi a disposizione del ministero. Quindi, concretezza sia sul fronte dell'impegno che su quello delle proposte. E sono, ricordiamolo, proposte che vengono dal basso, fatte con chiarezza e serietà.

Certo l'obiezione potrebbe essere che la scuola non è solo questo, ma è anche questo, non dimentichiamolo. Al Ministero spetta una risposta!


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