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Il bianco e il nero
Laura Alberico - 21-05-2013
I contrasti della società si concretizzano con uno scontro diretto, mi riferisco alla morte di ignari passanti per mano di un giovane di colore. C'è una guerra senza confine dove le trincee non servono più, si vive allo scoperto e si muore quando inizia il giorno, si sopravvive o si rinuncia alla vita. Ma la cosa più disarmante e preoccupante è che questo "pane" quotidiano di violenza sembra ormai una epidemia contagiosa, una strada costellata di croci che indicano una direzione sbagliata e senza una meta. Il percorso che inverte il senso di marcia è sempre molto pericoloso perché ci sono voluti tanti e tanti anni per lottare contro i diritti di popoli negati dall'oppressione, la rivendicazione dell'identità come voce della coscienza popolare, quei "valori" che sono la conquista di un popolo civile. Per la legge del contrasto e dell'antitesi, esiste il bianco perché c'è il nero, c'è la gioia che compensa il dolore e così via. Purtroppo adesso si afferma sempre più una miopia collettiva che imbastardisce il cuore, i sentimenti, le emozioni. Riscoprire i colori significa curare a fondo il daltonismo che non consente di riconoscerli, quella mutazione genetica che trasmette anomalie e che impedisce agli occhi di vedere senza essere accecati dall'ira e dalla violenza, l'istinto primordiale che purtroppo rende tutti sempre uguali.
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