Perchè siamo contro le prove Invalsi
Associazione Scuola Viva - Forlì - 11-05-2013
In queste settimane si somministrano agli studenti, in tutti gli ordini di scuola, i test standardizzati denominati Prove Invalsi, dal nome dell'istituto che le elabora.
Come Associazione di insegnanti, genitori, studenti esprimiamo la nostra netta contrarietà nei confronti di queste prove, dovuta in particolare all'uso che se ne fa o che se ne intende fare.
Esse riguardano solo una piccola parte degli apprendimenti dei ragazzi, mentre ne restano esclusi molti altri che, almeno per quanto riguarda la sfera delle competenze linguistiche, sono anche di livello superiore. Si "misurano", dunque, la comprensione della lettura e le conoscenze di tipo grammaticale, ma non vengono prese in considerazione, per fare solo qualche esempio, le capacità di produrre un testo, di esporre oralmente, di cogliere nessi tra le varie discipline, di ragionare in modo personale e critico. Se consideriamo che il "sistema di valutazione nazionale in materia di istruzione e formazione", varato dal precedente governo, è costruito proprio sulle prove Invalsi, è facile vedere come tale valutazione non possa che essere estremamente parziale.
Per essere chiari : non rifiutiamo la valutazione del lavoro che si svolge a scuola e siamo pronti a renderne pubblicamente conto, ma chiediamo ( e pretendiamo) che essa non avvenga in modo talmente riduttivo. Vogliamo che siano considerati anche quegli apprendimenti, a nostro parere ben più significativi, non schematici, né standardizzabili. Chiediamo anche che venga tenuta nella dovuta considerazione l'azione educativa che oggi viene svolta dalle scuole, spesso per dare risposta a bisogni derivati da crescenti difficoltà di carattere sociali e familiare.
D'altra parte, delle prove Invalsi già da qualche anno viene fatto un uso che riteniamo didatticamente e pedagogicamente non accettabile: nella definizione del voto finale dell'esame di terza media, infatti, il valore di tali prove è equiparato ad elementi di valutazione ben più significativi, quali il colloquio su tutte le materie e i risultati conseguiti nei tre anni di frequenza. Qualsiasi persona di buon senso vedrebbe l'evidente sproporzione tra questi fattori : non così chi decide la politica scolastica, che è rimasto sordo a sollecitazioni e proposte di modifica provenienti dal mondo della scuola. Siccome poi spesso accade che chi sbaglia perseveri nell'errore, si sta progettando l'introduzione di queste prove, pare con le stesse modalità, anche nell'esame finale delle scuole secondarie superiori.
Per le ragioni sopra esposte, riteniamo dannose le prove Invalsi. Ci proponiamo perciò di boicottarle nelle modalità che individueremo, non esclusa quella di tenere i nostri figli a casa nei giorni in cui si effettueranno.
La scuola che vogliamo, quella per cui ci siamo impegnati e intendiamo continuare a farlo, è un luogo di educazione e di cultura, non di addestramento ad indovinare la casella giusta di un test.
Quanto poi al trito argomento che prove analoghe a quelle Invalsi vengono effettuate in tutto il mondo, si tratta di un'affermazione falsa : basti pensare alla Finlandia, che vanta il miglior sistema scolastico europeo e che non vuole saperne di test.

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 Giorgio Morri    - 17-05-2013
Come fa la Finlandia a comparire ai primi posti di tante graduatorie internazionali basate su prove standardizzate (es. lettura) se rifiuta di fare test di qualunque tipo, come viene affermato?