Sulla "rivoluzione informatica nelle scuole"
Ernesto De Fazi - 24-11-2002
Lettera a Repubblica

Gent.mo dott. Scalfari,
ho letto sul suo giornale una notizia che vorrei commentare come addetto ai lavori e cercando di essere il più sereno possibile.
La notizia riguarda l’annuncio del ministro Moratti sulla “rivoluzione informatica nelle scuole entro un anno”, dunque io sono un insegnante di Ed. Fisica di Roma che svolge il suo lavoro in un Istituto Comprensivo, meravigliosa sigla che è servita a risparmiare qualche soldo unificando le segreterie della scuola materna, elementare e media di tre plessi., e m’interesso attivamente d’informatica da lungo tempo specialmente in ambito scolastico. Quando ho letto la notizia, non ho potuto fare a meno di scriverle per far presente a Lei e a tutti i suoi lettori, l’assurdità della “rivoluzione”, almeno nella situazione reale della scuola italiana. Tanto per cominciare, forse il ministro non sa che un indirizzo di posta è dato gratuitamente da qualsiasi provider, con procedure molto meno macchinose di quelle richieste dal ministero, non basta cliccare ed iscriversi come vuol far credere, ma occorre una procedura “d’accettazione” fatta dal dirigente scolastico. Quindi non ha “rivoluzionato” un bel nulla, tutti i colleghi che hanno il computer hanno già da tempo un indirizzo e-mail. Riguardo poi la “rivoluzionaria” idea di colloquiare con i genitori per mezzo di e-mail, mi sembra una cosa veramente senza senso, perché modificare uno dei pochi momenti di scambio di notizie e di contatto con i nostri utenti a favore di questa innovazione tecnologica ? Vorrei anche ricordare che oramai tutte le scuole di ogni ordine e grado hanno il proprio sito in cui tutte le notizie, burocratiche e non, vengono pubblicate più o meno ampliamente e dove tutti possono scrivere alla scuola o ai referenti di progetti per via elettronica.
Forse il ministro non è attento alle nostre richieste, veramente urgenti: una scuola più attrezzata (computer, sistemi video, collegamenti ad internet, fotocopiatrici, laboratori con attrezzature e materiale), una scuola più sicura ( riparazioni e manutenzioni degli stabili e dei luoghi esterni). Vorrei che veramente ci fosse più interesse intorno al mondo scuola, non solo quando succedono fatti gravi o “finte rivoluzioni”.
Credo che per tutti sia molto più semplice parlare invece che agire. Mi è difficile pensare che un ministro che decide tagli rilevanti sulle spese nella scuola abbia poi intenzione di fare “rivoluzioni tecnologiche” o meglio, è difficile fare “rivoluzioni tecnologiche” quando viene a mancare anche la carta per scrivere. Spero di non averla annoiata e di non aver detto cose scontate, ma mi creda il malcontento tra noi insegnanti è arrivato al massimo e questi articoli non ci mettono sicuramente di buon umore.

E. DE FAZI

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Giovanni Aglialoro    - 01-12-2002
Il collega De Fazi dice delle cose sacrosante. Io vorrei ricordare però che, oltre all'hardware, alle scuole serve spesso anche personale tecnico, in modo da non scaricare tutte le "rogne" a carattere informatico/multimediale su pochi (o meno...!) docenti che hanno la sola colpa di capirne un po' di più dei colleghi!
La mia esperienza si riferisce alle scuole superiori e mi sono sempre chiesto quanto segue (e continuerò a farlo fino alla pensione, sapendo comunque che non avrò risposta).
Gli istituti tecnici/professionali hanno, istituzionalmente, per ogni laboratorio (fis., chim., inform. ecc.) un insegnante tecnico-pratico e spesso anche un "tecnico" a livello ATA, oltre ai vari docenti.
PERCHE', ad es., NEI LICEI SCIENTIFICI quando è presente una di queste figure per tutti insieme i laboratori è già "grasso che cola"? Se questa, poi, ha qualche competenza informatica allora è il top, sennò pazienza....
Aule informatiche, reti estese a tutta la scuola, facile a dirsi...si da per scontato che nelle scuole ci siano le competenze (a costo....quasi gratis), quando non è facile trovarle nemmeno fuori, pagando bene.

 Luciano Bertazzoni    - 01-12-2002
Concordo con il collega Giovanni Aglialoro.
A cosa servono i laboratori di informatica se poi non esiste personale specializzato (distaccato) per la manutenzione e l'aggiornamento delle macchine. Parlo (per esperienza diretta) in particolar modo dei laboratori delle scuole elementari e medie.
Nel giro di qualche anno i laboratori si deteriorano perchè nessuno ha il tempo o le competenze per sistemare i guasti hardware e software diventa quasi impossibile utilizzarli perchè si deve far fronte regolarmente a beghe da risolvere in presenza dei ragazzi.