Miracolo a scuola
Francesco Paolo Catanzaro - 24-11-2002
Può capitare che durante l’anno scolastico si abbatta sopra la scuola un temporale. Pioggia fitta, lampi e tuoni annullano il cielo sereno delle altre giornate quando durante i collegi i docenti si schierano su due fronti opposti ed articolano discussioni su qualsiasi argomento senza venirne mai a galla, i precari si scontrano verbalmente sulla validità delle loro abilitazioni (Sissis o abilitazioni a seguito di concorso a cattedra?),quando la segretaria quotidianamente sempre più esasperata tuona contro tutti quelli che inavvertitamente entrano in segreteria ( il suo regno!) per chiedere informazioni, quando alcuni docenti demotivati trascinano il loro tempo e scappano appena avvertono il suono della campana che annuncia loro la fine del servizio della giornata, quando il personale ATA sempre più ridotto s’improvvisa fantasista e risolutore di tutti i problemi tecnici delle scuola. Ed intanto il temporale continua sopra le loro teste ed i tetti del plesso fin quando la scuola piange, sì, piange come non si era mai visto, piange dalle intercapedini dei piani, dagli interstizi delle pareti.
Qualcuno grida al miracolo e si segna. Accorrono i colleghi Intanto la sorvegliante del piano arriva con un recipiente e lo posiziona sulle lacrime che sono diventate una pioggia in linea con l’infiltrazione:
“Raccogliamo ‘st’acqua , è sempre un bene prezioso, una risorsa per la scuola!” ( Educazione ambientale?)
E la vita scolastica continua tra le grida del Preside , sempre più stressato, fra la fotocopiatrice esclusivo bene della segreteria, che scrive “Guasta” e poi si fotocopia i documenti con circospezione, e la scontentezza del docente , che dopo il terremoto, vede il responsabile alla sicurezza mobilitarsi per fronteggiare quest’ultimo dramma della scuola: la pioggia nel corridoio!

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