Le montagne e il mouse
Anna Petricca e altri - 24-11-2002
Voi dite: "Un insegnante che volesse tenere i rapporti con genitori e alunni via e-mail dovrebbe per prima cosa chiedersi chi me lo fa fare?". Avete pienamente ragione, ma il problema è che spesso una persona che si impegna seriamente nell'insegnamento (ripeto: che si impegna seriamente nell'insegnamento e sottolineo seriamente), ebbene una tale persona si chiede spesso: ma chi me lo fa fare, in una lotta quotidiana tra menefreghismo, tirare a campare anche dei colleghi, ragazzi sempre più protetti coccolati e maleducati (ora sono clienti ma educare un cliente è un'impresa impossibile, un cliente va assecondato, come sappiamo, non educato), bocciature vietate anche in presenza di ritardo mentale gravissimo in soggetti all'ultimo anno delle superiori, insegnanti che vengono cacciati dalla classe da ragazzini intoccabili con i coltelli sotto il banco o che si masturbano in classe, con il dirigente scolastico che davanti ti dice di essere severo con gli alunni ma dietro dice agli alunni stessi di non badare a quello che dice l'insegnante, altri dirigenti (in scuole statali e private, e lo sottolineo) che ti dicono meglio asini e diplomati e disoccupati da noi piuttosto che perdere iscritti: cioè politica dello scaricabarile e non del migliormento dell'offerta formativa di certo; concorsi in cui il vicino di casa e il parente valuta il vicino di casa e l'altro parente. Poi, riforme sempre di facciata e mai di sostanza. E, se devi acquistare un appartamento, se non te lo lascia mamma e papà, devi fare 20 anni di sacrifici, e così: autovettura piccola, scarpe di bassa qualtà, mentre vedi l' ex alunno che per niente studiava ma diplomato, questo sì, che ti sfreccia davanti con una 2000. La morale è: oggi l'insegnante non vale quasi nulla, i menefreghisti, è triste dirlo ma è la realtà, fanno bene, anche perché spesso sono quelli che organizzano corsi e alla fine guadagnano anche più di te e poi magari fanno carriera dirigenziale perché invece di perdere tempo in classe il tempo lo utilizzano più proficuamente a fare le giuste conoscenze. Lati positivi: lo stipendio basso ma sicuro e le ferie prolungate (ripeto: è triste dirlo) e l'esistenza di alcune isole felici (certo, non lo neghiamo). La soluzione è difficilissima, il malato (la scuola, cioè) è un enorme pachiderma malato e pieno di piaghe, ne sani una e se ne apre un'altra. Si inizia ad insegnare fiduciosi, alla fine non si vede l'ora di andare in pensione.
Firmato: un gruppo di insegnanti delusi e sempre meno motivati.
Grazie per l'attenzione e speriamo che la presente venga pubblicata e ad essa venga dato ampio spazio.

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