breve di cronaca
Devolution: la parola ai Comuni
Anci - 23-11-2002

DEVOLUTION: LETTERA APERTA AI PRESIDENTI DI CAMERA E SENATO



Caro Presidente,


il disegno di legge costituzionale di modifica dell’articolo 117 della Costituzione persegue obiettivi che riteniamo rischiosi per l’unità del Paese e la coesione sociale. Un disegno di legge, in cui i Comuni non sono nemmeno citati, disconosce quel principio di pari dignità e di equi-ordinazione che è alla base dell’articolo 114 della Costituzione.


Tutto ciò appare ancora più illogico nel momento in cui il Parlamento sta discutendo di come dare attuazione alla riforma costituzionale del Titolo V, definendo le funzioni fondamentali dei Comuni. Sovrapporre – in questa fase - un ulteriore disegno di legge costituzionale crea oggettivamente confusione, incrina l’impianto della pari dignità sancita dall’articolo 114 e – nei fatti – disattende totalmente il contenuto dell’intesa interistituzionale siglata nel giugno scorso.


La decisione di avviare la discussione sulla modifica dell’articolo 117 della Costituzione, nonostante l’impegnativa sessione di bilancio in corso, e senza un adeguato coinvolgimento dei Comuni e delle Autonomie locali, desta molte preoccupazioni.


Nel merito immaginare che nei settori fondamentali della sanità e della scuola venga meno l’indirizzo unitario dello Stato significa sancire un quadro di differenze e disuguaglianze, che lede le regole fondamentali della convivenza civile e della coesione sociale del nostro Paese.


I principi su cui si fonda il progetto di revisione costituzionale dell’articolo 117 introducono inesorabilmente fattori di conflittualità tra i cittadini delle diverse Regioni, aprendo la strada ad egoistiche forme di selezione economica e sociale, relativamente alla garanzia di livelli essenziali.


Non si comprende inoltre il senso e la necessità della creazione di una ulteriore polizia locale, che andrebbe a sovrapporsi ai corpi già esistenti, senza portare alcun beneficio, in termini di maggiore sicurezza, per i cittadini. La strada indicata dalla devolution non va nella direzione del maggiore coordinamento delle forze di polizia sul territorio, da più parti auspicato.


Per questi motivi, l’Anci ha deciso di promuovere una raccolta di firme di Sindaci, amministratori locali e regionali, docenti universitari con l’obiettivo di far sentire nelle Aule Parlamentari la voce delle autonomie locali, soggetti costitutivi della Repubblica, affichè il confronto sulla realizzazione e sul completamento della riforma costituzionale dell’ordinamento dello Stato possa essere ricondotta ad organicità e coinvolga effettivamente le istituzioni locali.


Le firme raccolte saranno consegnate ai Presidenti di Camera e Senato, Pierferdinando Casini e Marcello Pera, garanti del dettato costituzionale.

[23-11-02]

Per un approfondimento sul tema: Devolution, la vera storia
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