breve di cronaca
Concorso Docenti: compensi miserabili per le commissioni giudicatrici
Orizzonte scuola - 05-02-2013
Luigi Pansino - Gentilissimi, sono un preside di Liceo da poco in pensione.Sono stato sorteggiato quale presidente di commissione giudicatrice concorso a cattedra. Sto meditando di dare forfait. Come me tantissimi altri colleghi. Ho letto che mancano presidenti e commissari, che il MIUR ha riaperto i termini per l'inoltro delle domande di partecipazione, che addirittura ha dato mandato ai Direttori Generali di nominare degli "esperti di
comprovata esperienza nelle materie del concorso".

Ma al MIUR ci sono o ci fanno? hanno capito o fingono di non capire la ragione della mancanza di presidenti e commissari ? Un esperto di comprovata esperienza, contattato da un Direttore generale, cosa credete che farà una volta conosciuta la cifra del compenso ? Di certo si metterà educatamente a sorridere, declinando l'invito. Pensate un po': compenso base lordo per presidente euro 251,00, per commissario 209,24; compenso integrativo per presidente e commissario 0,50 centesimi per ogni elaborato corretto o candidato esaminato.Tale cifra sbalorditiva è dimezzata per le sottocommissioni.

Una vergogna! Altra balordaggine: i presidenti/presidi non sono esonerati dal servizio giornaliero presso le loro scuole. Ora, mi chiedo e chiedo al Ministro Profumo, al Governo di cui fa parte e ai Sindacati (responsabili del trattamento men che vietnamita del personale della Scuola) se conoscono qualcuno disposto a sobbarcarsi a mesi e mesi di correzione elaborati e di interrogazioni per una paga così " irrisoria e lesiva della dignità etica e professionale dei componenti" delle commissioni giudicatrici. Per non parlare della valanga di ricorsi che certamente saranno presentati e che il presidente dovrà fronteggiare.

Un'ultima considerazione all'acido prussico: compensi così offensivi probabilmente discendono dalla considerazione che le commissioni, secondo il MIUR, integrano o possono integrare con mazzette sottobanco. Coi più cordiali saluti

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 Francesco Martino    - 10-02-2013
Il problema non è la vergogna delle miserevoli cifre, che sono basse, ma che una parte dei docenti si sia prestata a partecipare a una iniziativa di tipo ideologico che serviva a rilanciare nella scuola un'idea di "meritocrazia" fasulla, basata su quiz (vedi la prova preselettiva) e 3 o 4 prove di 20 minuti ciascuna (prova scritta), che non si sa cosa possano misurare.Si spera che per l'orale mettano i futuri docenti davanti a quiz di tipo televisivo (accendo, non accendo), così si evita di sprecare tempo per una selezione che rimanda il passaggio in ruolo di una parte dei 200 mila precari, che si sono formati in anni di attesa in liste e graduatorie.
Una scuola seria forma i docenti del futuro, non li sceglie con quiz. I docenti che hanno accettato di fare i commissari, hanno accettato questo e si meritano il compenso che compete a chi accetta di presta a questo imbroglio.

 Mirella Albano    - 11-02-2013
Da una parte si regalano gettoni di presenza di decine di migliaia di euro ai vari Fiorito ed amici che rapinano le tasche dei contribuenti e fanno scempio dello Stato, dall’altra una elemosina di 50 centesimi a chi lo Stato lo serve con scienza,coscienza e senso di responsabilità .50 centesimi per leggere una prova d’esame spesso di decine di pagine, correggere e soprattutto valutare. Già , valutare. Ovvero decidere se un candidato abbia o meno le conoscenze e competenze perché lo Stato lo assuma, lo paghi fino alla pensione. Decidere se è in grado di servire lo Stato ed il cittadino con scienza, coscienza ed efficienza. Esprimere un giudizio del genere richiede ore ed ore di lavoro, competenza, serietà , serenità . Tutto questo vale, per il legislatore del 1995 ma anche per quello di oggi, 50 centesimi, nemmeno una elemosina.Una umiliazione per chi deve giudicare le competenze di migliaia di docenti e decidere del loro futuro senza avere nemmeno la dignità del volontariato. Quale candidato, sapendo che chi lo deve valutare viene pagato 50 centesimi non dubiterebbe dell’impegno , del rigore e della serenità di giudizio dell’esaminatore? Quanto costerà allo Stato la valanga di ricorsi che ne risulterà