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Non vi voteremo se....
Quelli che hanno a cuore l'Istruzione pubblica statale - 04-02-2013

Riteniamo che l'idea di porre domande stringenti a coloro che si candidano a governare il Paese sia una pratica decisamente opportuna, soprattutto in tempi di campagna elettorale. Permetterà a tutti di capire meglio e di decidere consapevolmente.

Abbiamo così pensato di interrogare la Politica anche attraverso il web, rendendo disponibile a tutto il Paese la possibilità di aderire ad un Appello che pretende da Essa risposte convincenti e fondate.

Una "provocazione" potrebbe dire qualcuno, che ha però un unico semplicissimo obiettivo, costringere la campagna elettorale oggi e il Parlamento domani ad occuparsi di ciò che ci sta più a cuore, l'Istruzione Pubblica Statale: chi fra i tanti candidati si impegnerà a garantire la qualità, la dignità la libertà che la Costituzione le assegna?

L'idea è nata in rete e in rete sono state raccolte e definite le 10 domande che trovate sulla Home.
Nel menù del sito alla voce "chi siamo" abbiamo risposto così: "siamo l'arcipelago scuola e, proprio per questo, l'appello non vuole avere promotori né alcuna forma di primogenitura".

L'appello è di chiunque decida di condividerlo e sottoscriverlo.

E' di chiunque decida di adottarlo per diffonderlo ovunque (tramite i propri indirizzari, il proprio profilo FB, nel luogo di lavoro, presso i propri amici, ecc.).

Più adesioni riusciremo assieme a raccogliere, più forte sarà l'attenzione nei riguardi della scuola.

www.nonvivoteremose.it

indicheremo via via gli indirizzi dei siti e dei social network che pubblicheranno l'appello, al momento già ospitato e "linkabile" su:

http://www.urlodellascuola.it/
http://www.retescuole.net/
http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/
http://www.assembleascuolebo.org/
http://coordinamentoscuolebo.altervista.org/

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 A.L.    - 10-02-2013
Chi vuole che la scuola cambi sa già chi voterà. Voterà chi ha lungamente parlato di scuola, chi ha difeso la scuola, chi ha fatto scuola. Voterà per un partito che ha sempre difeso le regole democratiche, il lavoro degli insegnanti, il lavoro di tutti. Un partito che non ha fatto promesse, chiacchiere o colpi di mano o, peggio, colpi di teatro.