Il futuro che ci attende
Francesco Di Lorenzo - 12-01-2013
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2012-2013


Si prova un certo fastidio a leggere sulla stessa pagina di giornale, precisamente su La Repubblica del 2 gennaio scorso, due notizie relative alla scuola che mettono in risalto le contraddizioni estreme che in questo settore si stanno vivendo.
C'è l'articolo centrale della scrittrice e preside Veladiano, che mette in guardia dall'essere troppo entusiasti riguardo la pubblicizzata 'scuola online'. Voti, pagelle e iscrizioni fatte attraverso il computer, faranno perdere meno tempo (e nessuno vuol perder tempo per queste cose). Ma, contemporaneamente, questa sbandierata velocità, ci farà perdere il senso vero della scuola, che è fatto invece di sguardi, di incontri, di comunicazione reale e significativa, di occhi e di mani che si incontrano, dice la scrittrice. E come dargli torto? Se equivochiamo su che cosa deve essere la scuola, il rischio è grave: risparmieremo sì del tempo, ma una volta che abbiamo tagliato i ponti dei rapporti umani e della comunicazione, di questo presunto guadagno, non sapremo che farcene.
C'è poi, sulla stessa pagina, un altro articolo, anche questo di uno scrittore italiano, che parla di scuola, ed è legato in termini stretti di contraddizione con quello appena sintetizzato. Questo secondo articolo parla di un fatto particolare ma estendibile alla maggioranza delle scuole italiane. In breve: una mamma dopo un incontro tra genitori e insegnanti in una scuola media torinese, si lamenta del fatto di essere stata messa di fronte ad un bivio (uso le parole dell'articolo), "O accettare che i propri figli tornassero a casa da scuola nel caso di un'ora buca, oppure contribuire economicamente al pagamento del supplente che quell'ora buca avrebbe coperto". Pensiamo un po' in che baratro stiamo per finire. O ci siamo già finiti?
Naturalmente, oltre a questo fatto specifico, c'è già nel conto che dalle scuola materne, ormai da anni, si vive di donazioni e di collette anche per comprare la carta igienica, l'acqua per bere, fogli, album e matite per i lavori nella classe. Ma l'articolo pone una domanda che è fondamentale e cruciale, ed è questa: noi genitori che mandiamo i figli alla scuola pubblica, siamo o no cittadini? Siamo o no persone che pagano regolarmente le tasse? E perché mai dovremmo aspettarci, invece che un normale ritorno di servizi essenziali, l'arrivo di un donatore che ci allevi le sofferenze? Intanto la realtà è che siamo noi stessi donatori per alleviare le nostre stesse sofferenze, che è una forte contraddizione, l'unica che ci resta in attesa di una mezzanotte ormai vicina, dice l'articolo.
Naturalmente, dopo la lettura dei due articoli, non c'è nessuna conclusione da fare, né esercitare un moralismo di facciata che non porterebbe da nessuna parte. Solo la constatazione che mentre ci affanniamo sul registro elettronico, potrebbe capitare che per usarlo ci sarà bisogno di una colletta per pagare la bolletta dell'elettricità. Fantasie? Beh, speriamo!

Sul Manifesto è apparso un appello per la scuola pubblica firmato da associazioni e persone del mondo della scuola e dell'Università. È rivolto principalmente ad Antonio Ingroia, ed è partito dal Coordinamento nazionale per la scuola della Costituzione. Poiché né i governi di centro-destra, né quelli di centro-sinistra, si sono impegnati per il vero rilancio della scuola pubblica, il Coordinamento, questa volta (e a qualcuno in particolare) chiede esplicitamente una rappresentanza nella prossima legislatura, prendendosi l'impegno di portare avanti questo specifico problema. Sperando che alla richiesta ci sia una risposta positiva, si spera anche che ad altri venga in mente che la scuola pubblica è una questione fondamentale, soprattutto per il nostro dimenticato e incertissimo futuro.


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 stefania buosi    - 14-01-2013
condivido pienamente francesco.quando ho un po'di tempo,vorrei apportare la mia esperienza di insegnante di liceo privato, che, quest'anno, devo dire, è finalmente positiva. Stavo riflettendo su quali elementi hanno contribuito a creare questo clima... seguimos luchando!

 francesco di lorenzo    - 15-01-2013
Va benissimo, manda quando vuoi il tuo punto di vista e la tua esperienza. Sono curioso di sapere quali idee hai sul cambiamento di cui parlavi...