Il concorsone e la prova preselettiva. Lettera aperta al ministro Profumo
Vincenzo Pascuzzi - 21-12-2012
Egregio Sig. Ministro Profumo,

ricordo benissimo che, giusto un anno fa, molti accolsero la sua nomina a ministro con enorme sollievo, molta fiducia e speranza. Anche perché sembrava impossibile non fare meglio - o almeno un po' meglio, un po' meno peggio - del ministro "giovane" precedente.
Ora invece, in particolare dopo il blitz rientrato sulle 24 ore/sett. e il concorsone, dilagano profonda delusione e immenso sconcerto.

Ma veniamo proprio al concorsone dei 300mila (il n. preciso è 327.798, circa quanti sono gli abitanti di Bologna, Firenze o Bari!) aspiranti docenti e alla prova preselettiva appena conclusa.

L'ottimo articolo di Michele Smargiassi - su la Repubblica del 18.1.2.2012 (1) - ha colpito nel segno, ha disvelato e denunciato - avendola vissuta in prima persona "da dentro" - la situazione assurda e insieme grottesca che ora la propaganda ministeriale non riesce a camuffare e mistificare.
Anche moltissimi altri, sui giornali e in rete, stanno testimoniando in sintonia con Michele Smargiassi, e a quest'ultimo lei ha ritenuto di replicare con una lettera pubblicata sullo stesso quotidiano (2). Ma forse così, lei ha peggiorato la sua situazione e quella del Miur. Infatti tra le righe della sua replica sembrano trasparire un certo disagio, la consapevolezza o il dubbio sull'intera operazione "concorsone 2012" e la necessità di difendersi almeno a parole.

Leggiamo dalla sua lettera: «Le prove preselettive .... intendono misurare le capacità logiche, la conoscenza delle lingue e dell'informatica che i candidati posseggono. Questo tipo di test non è una nostra invenzione estemporanea o strampalata, ma la modalità utilizzata da anni in tutti i Paesi moderni per determinare la platea sulla quale si misureranno poi le conoscenze professionali più specifiche. Quello che abbiamo fatto, dunque, è solo importare dall'Unione europea, dove simili test sono la prassi, sia i quiz [sic!] che l'uso dei computer per la loro esecuzione».
Prendiamo atto dello sdoganamento autorevole del termine "quiz" finora - sembra - aborrito in ambienti Miur (e Invalsi) dove si preferisce il termine "prova", al più "test". Alcune considerazioni in particolare sul brano virgolettato.

1) In poche righe e per due volte, lei usa il verbo "misurare" riferito prima a capacità logiche e poi a conoscenze. Lei è ing., ha sostenuto più esami di Fisica e sa bene che si possono misurare le "quantità" non le "qualità". Anche se a queste ultime si attribuisce, si abbina - a volte e per comodità - una valutazione espressa con numeri, non si tratta di misura in senso tecnico, scientifico, oggettivo, ma appunto di una valutazione essenzialmente soggettiva.

2) Le capacità logiche. Intervistato da Piero Piovani per Il Messaggero, il giorno prima, lei aveva affermato addirittura «Con i test misuriamo la capacità di pensare» (3). Affermazione del tutto impropria, gratuita, velleitaria. Se fosse vera, lei meriterebbe almeno un paio di premi Nobel! Anche ridotta a "capacità logiche" l'intenzione valutativa (non di misura) è del tutto vaga e in forte difficoltà e criticità.

3) I Paesi moderni e l'Unione europea, lei scrive, usano, hanno per prassi simili test e quiz. Abbia pazienza, sig. ministro, ma deve aggiungere alla citazione qualche esempio concreto, dettagliato, recente, documentato e verificabile di simili pratiche all'estero! Altrimenti - perdoni la franchezza - la sua affermazione suona come una scusa estemporanea.
E poi, il riferimento episodico, occasionale ma ricorrente, a mo' di giustificazione a quanto succede all'Ue, ai paesi dell'Ocse o a generici "Paesi moderni" appare puramente strumentale, sta diventando fonte di sospetti e incredulità. Va bene, anzi benissimo, riferirsi a buoni esempi esteri, ma sarebbe meglio scegliere, magari insieme, quali e come perseguirli.
E poi magari individuare un numero consistente di parametri cui uniformarsi gradualmente. Tra questi, ovviamente e prioritariamente non possono mancare gli aspetti economici, ad esempio: la percentuale di pil nazionale destinata all'istruzione, la consistenza del precariato fra docenti e ata e anche le retribuzioni del personale.

4) La disturba Smargiassi quando accomuna - ma non è il solo a farlo! - i test preselettivi ai giochi de La Settimana Enigmistica. Lei dice di volerlo contestare nel merito ma poi non lo fa. La differenza è che la S.E. non obbliga a fare questo o quel quiz, non pone limiti di tempo, è finalizzata allo svago, non è una roulette russa con 4 colpi in un caricatore da 6!

5) Altra caratteristica della prova preselettiva a quiz, o test, appena conclusa è la sua assoluta arbitrarietà o casualità che si concretizza in ciascun test, nel numero di test (perché proprio 50?), nei tempi relativi assegnati (un solo minuto a quesito! Non dicono che la fretta è cattiva consigliera?), nella ripartizione fra logica (18 domande), comprensione del testo (18 d.), informatica (7 d.), lingua straniera (7 d.).

6) "Non c'è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali." Scriveva don Lorenzo Milani nella sua "Lettera ad una professoressa" riferendosi ai ragazzi. Ma vale anche per i concorrenti. Quelli che nel loro c.v. hanno studi di "logica" o "comprensione del testo" risultano avvantaggiati all'incirca nel rapporto 18 a 7 rispetto a chi ha invece studi di "lingua straniera" o "informatica".

7) Ancora, la penalizzazione di 0,5 punti per risposta errata è un controsenso ed è troppo pesante, in quanto il punteggio complessivo potrebbe variare, in teoria, da - 25 a + 50. Un punteggio negativo non ha proprio senso, è assurdo! O no, secondo lei? E' da prevedere che Anief e Codacons porteranno in tribunale anche questo aspetto, oltre la soglia di sufficienza fissata a 35/50 invece che a 30/50.

8) Altro aspetto critico, che potrà manifestarsi nei risultati per classe di concorso, è quello di aver messo un limite fisso (appunto 35/50) come limite per superare la prova invece di una certa percentuale dei primi classificati in graduatoria. Il Miur si è così preso la pesante responsabilità di "bocciare" concorrenti che magari già insegnano da anni invece di ammettere i migliori (ammesso e non concesso che lo siano) alle prove scritte e orali. In sostanza il Miur ha bocciato se stesso ben due volte: una sui precari che insegnano (circa 58.000 = 1/3 dei 175.813 bocciati) e l'altra sulle lauree e abilitazioni concesse e sui precedenti concorsi. Segnalo la lettera del lettore Mario Panicucci ad alcuni quotidiani (4).

9) La domanda è volutamente provocatoria, ma non è gratuita o non pertinente. Se la prova preselettiva è così importante e fondamentale per gli aspiranti al ruolo, dovrebbe esserlo anche per chi è già in ruolo e allora perché non verificare anche loro? Perché non verificare anche i presidi? E i commissari - soprattutto loro - delle prossime prove scritte e orali non dovrebbero per logica, coerenza, onestà intellettuale sostenerla anche loro?
E lei sig. ministro, perché non si valuta anche lei e pubblicamente?

10) Il Miur, e quindi ancora lei sig. ministro, è anche in difetto (o in errore) per quanto riguarda la previsione di spesa di questo concorsone. E' stata fornita la cifra di 1 mln di euro ma appare del tutto orientativa né è ripartita in voci che ne consentano la verifica e il monitoraggio. In sostanza è un concorsone con i costi a piè di lista, lasciato in eredità al suo successore. Un po' come certe opere pubbliche il cui costo raddoppia, triplica o di più in corso d'opera. Per completezza, il costo potrebbe essere 10-20 o anche 120 volte superiore a quello inizialmente indicato, e parliamo di soli costi diretti, non di quelli indiretti o indotti (5).

Roma, 20 dicembre 2012

Vincenzo Pascuzzi

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LINK

(1) Così ho passato il concorsone
rstampa.pubblica.istruzione.it

(2) Un test da paese moderno
rstampa.pubblica.istruzione.it

(3) «Con i test misuriamo la capacità di pensare»
rstampa.pubblica.istruzione.it

(4) Insegnanti bocciati dentro la scuola
rstampa.pubblica.istruzione.it

(5) Il concorso dei quiz comincia in deficit
ilsussidiario.net

Tags: concorsone, prova preselettiva, ministro, Profumo, Smargiassi, europa, lettera aperta


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