breve di cronaca
Sperimentazione dispersa
La Repubblica - 20-11-2002
Quindici i percorsi formativi che coinvolgeranno trecento ragazzi


La Puglia delle sperimentazioni corre come un treno verso il capolinea e in questa corsa mette d´accordo i sindacati della scuola, divisi negli ultimi scioperi, ma più che compatti sul delicato argomento dell´obbligo scolastico. È pronta la bozza del protocollo d´intesa tra la Regione Puglia e l´Ufficio scolastico regionale. Se tutto va bene a fine anno parte la sperimentazione per la quale il ministro dell´Istruzione Letizia Moratti ha scelto la Puglia insieme a Lombardia, Piemonte, Lazio e Molise. Dunque sarà possibile l´assolvimento dell´obbligo scolastico attraverso percorsi di formazione professionale. Tutti i segreti di questa sperimentazione sono contenuti in otto articoli presentati ieri ai sindacati della scuola Cgil, Cisl, Uil e Snals, che di comune accordo dicono di no, alla vigilia di un altro parere significativo, quello che oggi il Consiglio nazionale della Pubblica istruzione (Cnpi) darà alla Regione Lombardia sullo stesso argomento.
Questo il progetto messo a punto dall´assessore regionale alla pubblica istruzione Andrea Silvestri e dalla sua équipe. «Soggetti attuatori» i centri di formazione professionale che realizzeranno «opportune intese» con istituti tecnici, professionali e artistici statali e paritari. I percorsi che verranno approvati saranno 15 in tutto, quindi coinvolgeranno circa 300 ragazzi. Il loro ritratto è quello di chi presumibilmente è sul punto di abbandonare la scuola, ritirandosi nel corso del primo quadrimestre. Gli studenti dovranno avere un´età compresa tra i 14 e i 15 anni ed essere iscritti al primo anno di un istituto professionale, tecnico o artistico. Questo vale per l´anno scolastico in corso, mentre, per il prossimo, l´Ufficio scolastico regionale avvierà una campagna di informazione nelle scuole medie rivolta a genitori e docenti per promuovere «la più ampia conoscenza delle opportunità in campo». Le sperimentazioni saranno due della durata di tre anni e potranno essere rimodulate durante lo stesso svolgimento se sarà ritenuto opportuno. Durante il primo dei tre anni le ore di corso saranno 800, delle quali la metà dedicata a materie di cultura generale. Queste si riducono ulteriormente nei due anni successivi, nei quali le ore di formazione professionale e di stage sono 900 su 1200 totali. Al terzo anno un esame di qualifica e il rilascio del certificato di assolvimento dell´obbligo scolastico da parte della scuola secondaria. Critici i sindacati. Per Gianni Milici della Cgil «finché non viene abrogata la legge sull´obbligo scolastico, la formazione deve essere assolta nella scuola, che, peraltro, oggi è perfettamente capace di combattere da sé il fenomeno della dispersione scolastica». Secondo Attilio D´Ercole della Cisl «non ci sono i tempi per una sperimentazione seria, considerando che occorrerà attendere il parere del Cnpi. Si rischia di arrivare a febbraio col risultato che i ragazzi intenzionati ad abbandonare la scuola, ormai l´avranno già fatto». Lo Snals rappresentato da Sandro Calabrese è preoccupato dai risvolti occupazionali: «Due sperimentazioni di tre anni, viste le scarse ore di lezione a scuola, finiranno per ridurre gli organici». Per Andrea Misceo della Uil «è un incentivo dato agli studenti per allontanarsi dalla scuola». L´assessore Silvestri difende così le proprie posizioni: «Peccato perdere un´occasione del genere: il percorso scuola-lavoro può essere interessante».

ANNA GRITTANI
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