Pensiamoci
Francesco Di Lorenzo - 06-10-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2012-2013



Le parole di autorevoli esponenti del ministero hanno finalmente tranquillizzato i vertici della chiesa. È stato assicurato che nulla verrà cambiato per quanto riguarda l'ora di religione nelle scuole. Adesso si può anche andare avanti come sempre, a zig zag.
Il problema è profondo. L'equilibrio dei poteri è fondamentale sempre, figurarsi in tempi di crisi nera come questi. E poiché la crisi è politica, economica e sociale, la scuola, che si è fatta trovare impreparata a rispondere, ne fa le spese. Naturalmente la 'scuola impreparata' va intesa nella sua interezza, i cui vertici istituzionali sono i maggiori responsabili, ma non i soli. Questo bisogna dirlo.

Una notizia che deve farci subito preoccupare ma anche correre ai ripari, è questa. L'eroina, la droga che negli anni settanta era entrata prepotentemente nell'immaginario di molti (e nella realtà di alcuni), sta tornando prepotentemente in auge - di moda - tra i giovani. Tra gli studenti in primo luogo. Dai dati riportati dal Dipartimento per le politiche antidroga, sembra che negli ultimi sei mesi almeno 15mila giovani tra i 15 e i 19 anni l'abbiano provata. Le stime dicono che nel breve periodo, dai sequestri finora compiuti, ci sarà un'invasione ulteriore della 'polverina', poiché le quantità trovate finora, e sequestrate, sono in continuo aumento.
L'età critica in cui si 'prova' tale tipo di droga coincide con gli anni dell'inizio delle scuole secondarie superiori. Che è un'età già di per sé difficile da affrontare. Che cosa auspicare? Beh, come minimo che all'interno della scuola parta una grande campagna di informazione, laddove negli anni non è stata fatta o anche dove con il tempo si è allentata la presa, cioè si sono date per scontate informazioni che invece hanno bisogno di essere continuamente ribadite. Mi sembra che l'ultimo ministro ad interessarsi del problema con qualche provvedimento 'ad hoc'sia stato Fioroni. Ma in quel caso si parlava in generale e non di una emergenza come sembra essere quest'ultima.
I problemi non finiscono mai, e quelli nuovi si aggiungono ai vecchi, complicando di più le cose. Ma, c'è poco da fare, così è la vita. Anche quella della scuola.

Le persone che usano Facebook sono un miliardo. Il traguardo storico, la cifra tonda, è stata raggiunta in questi giorni. Noi italiani siamo gli undicesimi nel mondo con più di 22milioni di individui iscritti al social-network. Tra questi i giovani tra i 13 e i 18 anni sono più di tre milioni, mentre più di quattro milioni sono quelli che hanno un'età compresa tra i 19 e i 24 anni. Insomma, ci difendiamo bene.
A parte lo scherzo, e senza nessun intento moralistico, né tantomeno censorio, questa massa di giovani andrebbe in qualche modo orientata. In che modo? Facendo evidenziare da esperti gli aspetti positivi, ma anche quelli negativi della rete. E un po' di scuola di social-network forse non farebbe male. Il problema che si pone, però, è questo: chi decide in merito?
In molte scuole, autonomamente, sono già state attivate iniziative che vanno in questo senso. Ma sorgono spontanee alcune domande. Chi farà queste lezioni? Chi terrà questi corsi? A chi sarà demandato il compito di impartire lezioni sul bene e il male di internet?
Qui la questione si complica, e sarebbe il caso di pensarci.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Stefania Buosi    - 06-10-2012
Formare individui responsabili,non proibire:questa deve essere la nostra sfida.Con la droga siamo caduti nell’assurdità più totale!

 Francesco di Lorenzo    - 07-10-2012
Sono non solo d'accordo, ma di più. Credo che la proibizione non sia nè un principio pedagogico, nè culturale...