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Crisi: approposito di risorse produttive
Mauro Artibani - 02-10-2012
La condicio sine qua non di un processo economico efficiente, si mostra nell'utilizzare al meglio le risorse disponibili a tenere in equilibrio il meccanismo produttivo. Si, insomma, quanto il sistema produce, il sistema interamente consuma.
E se questa dannata crisi fosse il frutto proprio di un impiego inefficiente delle risorse produttive del sistema economico?
Diamo un'occhiata.

Se l'innovazione tecnologica e l'automazione dei processi hanno aumentato la capacità produttiva e ridotto l'occupazione, riducendo parte del costo del lavoro; se con le delocalizzazioni si è fatto il resto riducendo i salari, e con il credito a buon mercato a iosa si sono fatti investimenti in conto capitale, i Produttori hanno fatto bingo!
L'impiego delle risorse produttive delle Imprese va a 1.000, l'abbondanza di merci inonda il mercato.
Giustappunto, un mercato zeppo di merci che occorre smaltire.
Con tale andazzo ai Consumatori tocca un gran da fare per utilizzare al meglio le risorse produttive in dotazione: a loro tocca spendere, tocca acquistare, tocca consumare l'acquistato. Così si ri-produce, si genera lavoro, occupazione, et voilà ricchezza.
Ma, porc...quando tocca a loro fare, mancando della risorsa di reddito adeguata all'acquisto, non fanno.
Quando questo accade sono dolori: il valore di quella merce si svaluta, si brucia ricchezza; viene ridotto pure il tornaconto delle risorse produttive fin qui impiegate.

Orbene, per riportare il sistema in equilibrio occorre investire quei profitti, tenuti in stand by, degli agenti economici dotati. Riallocazione si chiama, affinché chi deve fare faccia per ridare efficacia alle risorse impiegate e sprone a quelle inutilizzate.
Tutto qua: questo il prezzo da pagare a chi spende.


Mauro Artibani
Studioso dell'Economia dei Consumi



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