Ora et labora
Cosimo De Nitto - 02-10-2012
«Laurearsi per laurearsi serve a poco. Se ci si laurea male si hanno competenze modeste, che portano poco lontano, meglio non inseguire il titolo per essere dottori per forza. Meglio avere una formazione tecnica spendibile. Bisogna ridare dignità al lavoro tecnico e operaio».

(Voglio simulare una domanda da quiz, tipo Musichiere, Lascia o raddoppia, ... o una domanda del concorso-Profumo p.v.)

Domanda: secondo voi chi ha pronunciato queste parole?

A questa domanda io avrei risposto: Adolfo Pick. Non è molto noto, forse, ma non è un Carneade qualsiasi. Perché proprio lui?

Perché... seguono citazioni

L'educazione moderna "ha per iscopo di apparecchiare il fanciullo-uomo, affinché ne provenga una generazione vigorosa, morale, patriottica, confidente nelle sue non meno che nelle forze e attitudini del suo paese" afferma il prof. Adolfo Pick, sostenitore del lavoro educativo. L'educazione al senso del dovere, all'obbedienza e al rispetto dell'autorità ad ogni livello, accompagnate dall'addestramento al lavoro, deve iniziare per essere efficace fin dalla primissima infanzia. Per questo Pick è sostenitore del lavoro manuale anche nelle scuole elementari, così come già da vari anni è stato introdotto nei giardini d'infanzia: l'insegnamento impartito troppo teorico e scientifico, senza relazione con la vita reale, contrasta con le esigenze dei tempi che richiedono alla scuola di preparare, "se non compiuti operai, almeno docili e intelligenti apprendisti". Talmente convinto ne è che vorrebbe si scolpisse all'entrata degli edifici scolastici il motto benedettino "Ora et labora".

Ma non è tutto... per i bambini impegnati nel lavoro d'intarsio:

"nel copiare disegni lineari con pezzetti di cartone tagliati a foggia di bastoncini e dai bastoncini ritrarre col lapis i disegni medesimi. E per istillare negli animi la santa idea del lavoro e il fecondo principio di associazione e di fratellanza fra gli operaj, li volle uniti a quattro a sei per far loro costruire con cubi, tetraedi ed altri solidi, case, chiese, officine e fin'anco un villaggetto."

Le bambine svolgono attività manuali, consone al loro genere.

"A quelle povere piccine che dai tre ai cinque anni stavano con le manine intrecciate o cascanti, o con la testina appoggiata alla panca mentre le altre lavoravano, furono posti in mano delle listarelle di carta a vari colori, perché cominciassero ad occuparsi ed a formare intrecciature di foggie diverse, di diverso disegno. A quelle dai cinque ai sette anni oltre all'insegnamento del leggere, scrivere e lavori propri della loro età fu appreso a formare con la carta panierini, cestelle ed altri piccoli oggetti, a premio e sollievo; come pure ad indirizzo per entrare nella fabbrica di cartonaggio della nostra città nel caso i genitori volessero collocarle."

Per rendere più documentata la risposta farei anche il riferimento bibliografico dal quale sono tratte le citazioni: A. Pick, L'ora di lavoro per i fanciulli degli asili di carità in Venezia, "L'educazione moderna".

Ovviamente la mia risposta sarebbe sbagliata e sarei bocciato dalla commissione. Lo sapete perché? Mi direbbero.

Perché le parole della domanda sono state pronunciate dal ministro della Repubblica Elsa Fornero, anno del signore 2012, addì 2 di ottobre. Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, pronuncia queste parole davanti alla platea degli studenti eccellenti degli atenei torinesi, ai quali l'Unione industriale consegna il Premio Optime.

Invece l'esimio prof. Adolfo Pick scrive quelle parole nel n° 4 de "L'educazione moderna", luglio 1870.

Fatta la tara allo stile espressivo, non alla retorica che resta la stessa, non vi pare che abbiano detto le stesse cose "moderne"?
Ovviamente non c'è niente di più indeterminato e relativo del concetto di modernità.

Tags: Fornero, lavoro, operai, scuole tecniche


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