Intanto che affondiamo
Francesco Di Lorenzo - 22-09-2012
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2012-2013



Ed ecco la novità: l'ex ministro dell'istruzione De Mauro critica in modo aspro ( se la prende con) l'attuale ministro Profumo. Per De Mauro, strombazzare che nelle scuole meridionali, grazie ai Fondi europei, saranno distribuiti agli insegnanti (ma agli alunni?) i famosi TABLET, mediante i quali l'insegnamento dell'insegnante assumerà tutt'altro rilievo, non ha nessun valore pratico. L'ex ministro, che evidentemente se ne intende, dice che senza la banda larga, senza cioè un collegamento adeguato (che ancora non c'è), si rischia di buttare i soldi dalla finestra. Insomma, per De Mauro, prima dei Tablet si deve provvedere a dotare il territorio, e di conseguenza le scuole, di sistemi di trasmissione più veloci altrimenti c'è il pericolo, alquanto fondato, che il prezioso strumento serva solo per essere ammirato o tutt'al più sarà utile per giocarci. In breve, per De Mauro, la cosa potrebbe risolversi in un altro spreco di soldi pubblici.
Il ministro Profumo, anche perché il suo predecessore ha aggiunto che dal suo ministero finora si sono partiti solo annunci di buone intenzioni, al sentirsi criticato si è 'dispiaciuto' e lo ha invitato ad un incontro per spiegargli, probabilmente per filo e per segno, il suo progetto. Nell'occasione troverà il tempo per spiegargli anche i suoi tagli?
Intanto, slitterà di qualche anno la decisione presa dal ministero precedente di adottare libri di testo solamente in versione digitale o mista. E qui, giocando molto sulle parole e sulle precisazioni, si capisce che i libri in versione cartacea non verranno aboliti a breve, come qualcuno aveva previsto forse in modo troppo ottimistico. Come se i migliaia di agenti di case editrici sparsi in tutta Italia, potessero scomparire da un giorno all'altro, e con tutta l'offerta di lavoro che c'è in giro, trovarsi subito un'altra occupazione.
Poi, arriva anche la notizia che per mancanza di fondi verranno tagliate le connessioni internet a 3800 istituti scolastici, il che dà un po' la misura della differenza tra quello che si dice e quello che succede nella realtà.
La conclusione, però, di tutte le ipotesi e le prospettive su quello che dovrebbe succedere con i tablet, i libri online e la banda larga, la rimandiamo a menti più raffinate. A quelli che riescono a capirci qualcosa in questo caos che è la scuola italiana. Dal canto nostro abbiamo il sospetto che questa confusione faccia bene a qualcuno, cioè ai soliti noti che sono garantiti, coperti e allineati.


Al contrario, non c'è bisogno di tanta raffinatezza per accogliere la notizia che solamente un edificio su quattro in cui sono ubicate le nostre scuole è a norma di legge. Pensando alla pericolosità della situazione (già tante volte denunciata da Fuoriregistro) e alla mancanza di risposte, c'è da farsi un'idea non tanto delle contraddizioni che viviamo nella e sulla scuola, quanto della mancanza assoluta di una guida: ci sentiamo come imbarcati su un pullman guidato da ubriachi. Cambiano pure gli autisti, si alternano alla guida con chiacchiere e promesse, ma si prosegue senza mappa e senza scopo, svoltando dove capita a seconda dell'estro e del momento, ma soprattutto non avendo ben chiara la destinazione. Nel frattempo corriamo il rischio di sfracellarci o di finire impantanati in un fango da cui è difficile uscirne.
Anzi, se ci pensiamo, nel pantano ci siamo già. E tutti i tentativi per uscirne sono assolutamente inadeguati.

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