Anche se strappano tutti i fiori non possono fermare la primavera
Francesca Piemonte - 18-11-2002
A Cosenza in questi giorni c’è un tempo strano soffia un vento caldo, fuori posto a metà novembre. Ogni volta che arriva questo vento accompagnata dalla polvere della vicina Africa, i vecchi prevedono il terremoto…
Hanno ragione i vecchi, con la loro saggezza che va oltre i confini metereologici
Giovedì notte c’è stato un gran terremoto…
Carabinieri e polizia hanno arrestato dei ragazzi e perquisito case private, università, hanno requisito computer, cassette di ogni genere, libri, materiale di lavoro.
La colpa dei ragazzi è quella di remare contro i programmi politici, sociali economici del governo, come molti di noi.
Hanno inscenato un rastrellamento notturno degno per arrestare una comunità mafiosa di alto livello: carabinieri e polizia insieme ai gruppi speciali, hanno preso individualmente i ragazzi e li hanno accompagnati nei luoghi di lavoro o di vita quotidiana per prendere ogni cosa che potesse interessare, perché ogni cosa può essere criminalizzata.
Il giorno dopo la città è in subbuglio, subito un presidio al comune, nel pomeriggio conferenza stampa e di nuovo al comune per un’invasione pacifica del consiglio comunale. I ragazzi sono giovani trentenni, che solo da poco hanno cominciato a vivere autonomi, ad avere un lavoro, ragazzi che credono possibile un “mondo migliore” e lo costruiscono attraverso l’impegno quotidiano nel lavoro. Insieme a loro ci sono altri più giovani, ed altri più grandi.
Essere noglobal è una scelta di vita, che nasce dal voler vedere sempre dietro il perché delle cose. sSi tratta di persone che non vogliono emigrare per poter lavorare, che non vogliono che la loro terra così bella e così ricca diventi una spazzatura per i paesi più industrializzati, che si sono opposti alla costruzione di una centrale Enel, che discutono di come funziona una discarica, che hanno occupato un centro di lavoro interinale, perché non è detto che solo perché si è disoccupati bisogni adattarsi ad essere sottopagati o sfruttati.
Sono i miei amici, sono i miei figli o i figli delle mie amiche, con i quali abbiamo insieme imparato una nuova democrazia per far funzionare un’assemblea così disparata come il socialforum che non parla per slogan, che non rompe con i sermoni politici prendendo tutto lo spazio di parola, perché non si deve invadere…
Sono i ragazzi uguali a quelli delle altre città con le stesse voglie, gli stessi desideri: una società meno squilibrata tra nord e sud, fra chi può permettersi di sprecare acqua e chi la deve pagare per potersi lavare, sono ragazzi che vorrebbero un mondo migliore e ci credono, e per questo vanno a lavorare a Radio Ciroma gratis, che si pagano i viaggi per andare alle grandi assemblee di Roma per portare materiale per formare i gruppi di lavoro…
Solo un dubbio: perché loro e non altri, altri più nascosti ma i cui atteggiamenti meno democratici sono visibili, perché loro che hanno combattuto le mosse clandestine di questi altri?, perché loro che si sono resi conto di essere stati sfruttati umanamente e politicamente per aver fatto manovalanza e neanche ringraziati.
Tutta la città li conosce tutta, tutta la città si mobilita!
In queste manifestazioni spontanee scende in piazza la sinistra della città, quelle e quelli che hanno partecipato per un anno al socialforum casentino, scioltosi per i troppi ammiccamenti alle elezioni amministrative. Come nel socialforum, le persone sono le più composite, ragazzi giovani con la cresta colorata o i capelli rasta…signori compassati in giacca e cravatta, dei quali riconosci gli occhi ancora giovani di quando ci si litigava perché si apparteneva due schieramenti simili ma diversi…
Il comune approva la mozione, la sindaca afferma che la città ha una tradizione di cultura e di tolleranza e rifiuta l’appellativo di sovversiva, la nostra è la città dei teatri, dell’università dei circoli, e dei collettivi, che convivono insieme crescendo insieme.
Sit-in in piazza il giorno dopo, nel luogo degli incontri storici della sinistra giovanile: palazzo degli uffici, oggi Piazza 11 Settembre, trasformata da centro di una via commerciale nell’attuale isola pedonale: “ il salotto buono” della città, voluto da G. Mancini.
Ricordo ancora le discussioni dello scorso anno fra la sinistra “sciolta” (socialforum, collettivi) e il comune per il nome: avremmo voluto che si chiamasse Piazza della pace e che non avesse invece la data infausta di una giornata di strage…
Le nostre manifestazioni la trasformeranno, per ora campeggia quella bella bandiera colorata della pace.
Il vento caldo è più forte, rende tutti meteropatici, hanno ragione i vecchi è un vento che fa male alle ossa, agli occhi, alla mente…rende tutto irreale ci parliamo fra donne/e madri ci chiediamo se veramente è successo o è colpa del vento... Immancabile chiedere e tu con tua figlia come fai, la mandi le vieti come ti comporti, come ti saresti comportata con Claudio, con Anna? Abbiamo sbagliato noi?...
Dopo che ho visto Anna tornare da Napoli, con i lividi, sono stata male nel parlare con lei, mi sono sentita ghiacciare il sangue quando mi raccontava degli scontri improvvisi del fuggi fuggi dietro le macchine, degli spari e poi il suo sentirsi afferrare e trascinare…Mi ritornavano in mente le scene di Roma di trent’anni fa le stesse, no queste odierne sono sicuramente peggiori, più organizzate, più costruite a tavolino, abbiamo passato delle ore a parlare e a chiederci cosa era meglio fare, rinchiudersi o continuare a manifestare…
Non sono una buona tutor ho consigliato di stare attenta, ma nello stesso tempo di restare alla luce del sole, di non nascondersi. E se fosse stata mia figlia l’avrei obbligata di non andare a Genova, come ho fatto con il mio?
A Genova la chiamavo sul cellulare, contenta di non sentirla in strada ma alla radio (…l’accusa di oggi è proprio quella di aver organizzato una contro-informazione e non aver fatto finire la gente in pasto alle cariche…) e guardavo la tv terrorizzata di quanto succedeva, Carlo come Giorgia di nuovo come trent’anni fa, no ancora una volta peggio.

Sono lì in mezzo a parlare a chiedere notizie, siamo quelli di sempre, fra le persone che vanno a fare compere in un tranquillo sabato pomeriggio, chi si avvicina ha curiosità di sapere come mai quel nuovo largo è di nuovo pieno di gente, qualcuno fra i più semplici commenta in dialetto: "chi ni su? a chi su figli?, e perché hanno preso questi figli di mamma e non…"
In questa città falsamente tranquilla dove lunedì verrà la commissione antimafia, perché la mafia c’è come c’è il raket, ma è tutto sommesso e nascosto, noi manifestiamo per la libertà di alcuni ragazzi e ci chiediamo ma perché la giustizia non è così sollecita in altri processi?
Ancora una volta il dubbio abbiamo sbagliato noi grandi? non abbiamo saputo insegnare maggiore criticismo, maggiore consapevolezza anche del pericolo? e come posso da “grande” evitare che un ragazzo cada in pasto a qualche inquirente per delle cose “da niente”, le cimici qualcuno di loro le aveva trovate in macchina mentre andava a scuola per lavoro.
Arrivano anche persone più grandi di me…i vecchi compagni…passano di lì, sono venuti dai nuovi centri residenziali, sorti nei comuni vicini a Cosenza, sono venuti perché è ancora giusto manifestare per la possibilità di essere liberi di pensare che si possono ridistribuire le risorse della terra in maniera più equa. La piazza è piena di gente che arriva o che riprende il suo passeggio di sabato sera, non c’è differenza o almeno non la si nota se non per qalche capello rasta e per i pantaloni che sembrano gonne, che si notano fra bei cappottini o i capelli appena fatti dal parrucchiere.
Domenica pomeriggio al cinema Italia assemblea nazionale, collettivi del sud e Don Vitaliano della Sala, Paolo Centa, e Cesarini, tutti qui.
Quando arrivo Paolo Cento sta andando via ha già parlato con le famiglie dando notizie di chi è in carcere a Latina, Anna e Lidia stanno bene, hanno acquistato anche l’ora di socialità (!!! mi è difficile pensare ad una giornata senza aria)
Il cinema è un’altra opera della giunta di G. Mancini, da vecchio e scalcinato locale chiuso e sede di lotte per il neonato centro sociale Gramna di una decina di anni fa, ora è un cinema teatro che ci accoglie come può tutta la città democratica. Ci sono proprio tutti dai politici agli anziani democristiani e i centri sociali. Immagini contrastanti fra il massimo del colore dei ragazzi ai vestiti grigi e composti dei “grandi”.
Bisogna decidere quando fare la manifestazione nazionale, infatti ci sono gruppi di Napoli, di Taranto, il “Sud ribelle” si organizza contro le centrali Enel, contro un ponte che non vuole nessuno, contro i licenziamenti della fiat a Termini, ci vogliono buoni solo come mano d’opera grida qualcuno. Penso a Claudio diventato Prof da poco, lavora su sostegno nel paese di Lauropoli, un mese fa parlavamo di come fosse difficile insegnare in posti dove è solo la mafia a dare lavoro. Quindici giorni fa hanno sparato ad un ragazzo di 15 anni, cosa avranno raccontato agli alunni?. Il professore è stato arrestato perché credeva giusto che si possa dire di no, che si possa ragionare con la propria testa e non con quella di chi comanda, che si può imparare a pensare criticamente? Loro lo sanno si è subito stabilito un feeling fra loro e il Prof.

Parlano tutti, ognuno segue le mozioni, unico momento di caos quando sul palco sale Gruccione, massimo esponente cittadino dei DS, fischi e urla contro, subito sedate, ma brucia in città la svendita politica dei nostri senatori per un Ochetto mai visto...solo un momento, poi prevale la tolleranza.
La sindaca è dura come non mai, critica l’Università assente nelle sue massime cariche. C’è solo qualche sparuto Prof di sociologia, promette accoglienza ai manifestanti, il comune parteciperà alla colletta per pagare i legali di questi ragazzi. Fra me e me penso alle critiche della destra durante le amministrative rispetto ai soldi dati dal comune alle famiglie Rom, per comprare il foraggio per i cavalli: e ora il contributo per pagare i legali dei non-global!!!
Cesarini nel suo discorso avrà accumulato almeno una decina di reati…
Il migliore Don Vitaliano, tutto in lui è disobbediente dalla sua calma pacifica alle sue parole, parla di una lettera di San Paolo a Salonicco e mette in guardia i primi cristiani sovversivi rispetto l’ordine costituito…
lascia il palco con S. Tommaso :"Se una legge è ingiusta è necessario ribellarsi " e una frase di Neruda: “Anche se strappano tutti i fiori, non possono fermare la primavera”

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