Clini: educazione alla legalità
Giuseppe Aragno - 16-08-2012
Non c'è dubbio. Tra i riferimenti della nostra scuola, l'educazione alla legalità ha una sua chiara e forte collocazione. Sappiamo tutti di che si tratta ma ricordarlo non farà male a nessuno: si occupa delle norme che disciplinano i rapporti sociali e della loro funzione nella vita democratica del Paese. Una sorta di scienza della democrazia tesa a formare una cultura dei valori civili basata su principi di libertà, solidarietà, corretta pratica dei diritti di cittadinanza, e riconoscimento della reciproca, pari dignità degli individui e dei gruppi sociali, che nessuno, per nessun motivo, può subordinare a interessi di parte.
Dal punto di vista della scuola, quindi, il dilemma salute-lavoro non può avere cittadinanza nella vita del Paese: viola ad un tempo il diritto al lavoro e quello alla salute, garantito dalla Costituzione, e si pone fuori dai confini di quella legalità cui essa educa i giovani ogni giorno e che con grave fatica si difende in tante aree del nostro Paese, benché si legga ogni giorno di una trattativa tra lo Stato e la mafia e dopo Malinconico, Zoppini, Cecchi e Passera, l'«Espresso» riferisce che ora tocca al Sottosegretario Adelfio Elio Cardinale, indagato per concorsi truccati in vari atenei italiani.
Del serio conflitto tra educazione alla legalità e scelte dell'Esecutivo, pare che l'efficientissimo "governo tecnico" non abbia consapevolezza, soprattutto nulla sembrano saperne il Ministro Profumo e i suoi sottosegretari, in tutt'altre faccende affaccendati.

In quanto a Clini, ministro dell'Ambiente, dal momento che l'Ordine dei medici non ha nulla da chiedergli, che potrà dire la scuola? E' un medico, Clini. Wikipedia le sbaglia tutte, ma occorre crederci, anche se sembra davvero una barzelletta: medico del lavoro, specializzato in Igiene e salute pubblica. Con questi titoli nobiliari, rilasciati da università rappresentate dal Cardinale di turno, il tecnico strapagato, Direttore Generale al Ministero dell'Ambiente dal 1991 al 2011, quando Monti l'ha accomodato sulla poltrona di Ministro, s'è svegliato dal coma profondo in cui ha vissuto per quasi un anno e ha dato il primo segno di vita a un Paese che non s'era ancora accorto della sua esistenza. Se i metalmeccanici tarantini non giocano alla roulette russa col cancro, ha dichiarato con arroganza senza precedenti, se tutti i cittadini di Taranto non rinunciano alla difesa della salute, gli investitori stranieri se l'avranno a male e terranno in tasca i loro sporchi quattrini. A questo punto, la scuola ha tutti i titoli per chiedere a Profumo se non sia forse il caso di cambiare registro e mettere all'ordine del giorno la cultura dell'illegalità. In subordine, poi, chiedere di sapere con una qualche certezza quanti morti si possono legalmente offrire per ogni euro di investimento dall'estero.

Se ne son viste e sentite veramente tante. Abbiamo sopportato Andreotti e Valletta, ci siamo tenuti lo schiaffo di Portella della Ginestra, i licenziamenti politici, le bombe impunite e le stragi di Stato e pensavamo che di peggio non potesse accadere. Sbagliavamo di grosso. Siamo ormai ben oltre gli antichi confini. Ogni giorno questo governo compie un'ingiustizia così atroce, fa passare provvedimenti così feroci, da far impallidire gli sconosciuti che erano dietro i silenzi omertosi su Piazza Fontana e Piazza della Loggia, dietro la bomba esplosa alla stazione di Bologna, dietro tutto il male che c'è stato fatto in decenni di vergogne. Una vergogna così, come quella che abbiamo sotto gli occhi, non s'era mai vista prima: giungono riveriti in Parlamento i responsabili d'un indicibile disastro, seggono avanti a inutili simulacri di Commissioni Parlamentari e apertamente minacciano: o ci lasciate in pace o affamiamo il Paese. A noi della salute della gente non interessa niente. Poi, firmato l'ultimatum, se ne vanno tranquilli, così come sono venuti: salute o lavoro, prendere o lasciare.
E il governo? Il governo c'è. In questi giorni lo rappresenta Clini, che ha portato una sedia per far sedere l'Ilva in Parlamento e ha aperto bocca solo per fare cartastraccia della Costituzione, attaccare i giudici e metterli a tacere: di che s'impiccia il giudice, che vuole, perché non smette di annoiarci con i rischi che corre la città di Taranto? Un medico ministro, profumatamente pagato per curare la salute pubblica, non ha altro da dire che questo: crepate. Nelle fabbriche e nelle città. Morite di tutte le morti che volete, a noi non importa nulla. Noi siamo qui solo per proteggere finanzieri ladri e imprenditori assassini.

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