La trattativa
Giuseppe Aragno - 19-07-2012
Parliamo di fatti. C'è un testimone reticente su un tema che scotta: una trattativa tra Stato e cupola mafiosa. Detto in parole povere, c'è un ex ministro sospettato di coprire un reato abietto come il tradimento. Saremo tutti garantisti, l'indagato sarà certo innocente e prosciolto in istruttoria, ma il fatto per ora esiste e non si può cancellarlo. Non bastasse, c'è un Presidente della Repubblica che col testimone reticente interloquisce e, da lui sollecitato, interviene, benché si tratti di una faccenda estremamente grave. Vera o presunta, si vedrà, ma per ora si indaga. E' un fatto anche questo.

Giorgio Napolitano può sollevare tutti i conflitti di attribuzione che vuole, i fatti ci sono davanti, pesano come macigni e parlano chiaro. Il Presidente della Repubblica non avrebbe mai dovuto ascoltare un testimone indagato e la sola legittima risposta che gli toccava dare era un no secco, deciso e irrevocabile: no, io e te non abbiamo nulla da dirci e non voglio, non posso e non devo parlare con te di una gravissima vicenda giudiziaria che ti riguarda. Tu, che sei indagato, parla coi magistrati e dimostra che sei innocente. E' con loro che devi parlare.

Non importa nulla a nessuno di una telefonata raccolta per caso in cui compare inopinatamente Napolitano. Il problema è morale: importa che tutto questo è accaduto e che la risposta legittima Napolitano non l'ha data. I cittadini onesti si aspettano che un Presidente della Repubblica rifiuti ogni contatto con un testimone reticente su fatti così gravi e si mostri solidale con i magistrati, invitandoli a non fermarsi e a cercare coraggiosamente la verità. Napolitano non l'ha fatto e nessuno perciò può scandalizzarsi se un sospetto si fa strada e una domanda chieda risposta: come fa a non capire, Napolitano, che il suo conflitto d'attribuzione sembra solo la maschera del potere, con la sua desolante miseria morale?


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 Massimo Rossi    - 23-07-2012
Non voglio essere offensivo; vorrei soltanto sapere se questo sito "Fuoriregistro" è stato istituito per parlare di problemi scolastici e per istituire un dialogo tra docenti oppure per enunciare comizi e proclami politici di estrema sinistra. Nel primo caso parteciperei volentieri, nel secondo no.

 Red    - 25-07-2012
Entrambe le cose. Fuoriregistro si occupa di problemi scolastici e vorrebbe istituire un dialogo tra docenti, a partire da quanto, di volta in volta, sta a loro maggiormente a cuore . Unici vincoli: il rispetto per gli altri e per la Costituzione Repubblicana.

 Stefano de Stefano    - 26-07-2012
Non so chi sia Massimo Rossi, ma confondere i fatti riportati con "comizi da estrema sinistra" rivela, a mio modesto parere, una dimestichezza molto labile con la professione di insegnante.