La comunicazione, bene dell'umanità
Caroline Robert - 16-11-2002
Strumento fondamentale per la democrazia, la comunicazione diviene uno dei temi principali del Social Forum Europeo, e ha tutto il suo giusto spazio nelle conferenze del primo giorno di questo forum (estratti)

Per dare inizio a questa conferenza, Luciana Castellina ha sottolineato che "alla moltiplicazione dei vettori della comunicazione corrisponde la riduzione delle risorse". Così, nel mercato audiovisivo (cinema, televisione e documentari), le cifre sono sorprendenti; in Europa la diffusione è costituita dal 77% del prodotto hollywoodiano. Ci è dato vedere solo pochi prodotti nazionali. In Europa dell'Est questa cifra scende allo 0,054%. Nessun posto è dato alla produzione del resto del mondo. Ci sono mille canali ma uno stesso messaggio per tutti. Questa colonizzazione culturale è ancora più grave per gli americani: non ricevono che il 3% della produzione che proviene dall'esterno degli Stati Uniti, dunque consumano esclusivamente solo la loro cultura, l'immagine plurima del mondo non la ricevono.
O un film ingloba i valori sociali e culturali di un paese. La memoria e l'immagine collettive sono gli ingredienti di base senza i quali la democrazia non potrebbe funzionare.
" Non si può accettare la macdonalizzazione della cultura". La liberalizzazione dei servizi audiovisivi è avviata, dopo gli accordi di Marrakech nel 1994 e tenderà a rendere illegali tutte le misure che cercano di assicurare la diversità culturale. Questi accordi saranno di nuovo all'ordine del giorno nel mese di marzo del 2003, nelle future riunione dell'OMC. La posizione europea è debole nella misura in cui i paesi del vecchio blocco dell'est sono sotto il potere americano che cerca di imporre la difesa della loro produzione culturale. Negli altri paesi non c'è posizione di forte resistenza.
Dopo questo bilancio descritto da Luciana Castellina, Rainer Rilling (della Fondazione Rosa di Lussemburgo, Germania), ha evocato i diritti di proprietà intellettuale.
Sottolinea tre evoluzioni importanti: la privatizzazione di settori importanti come l'energia, l'acqua, la difesa della natura e i processi della mercantilizzazione dei beni non materiali come l'informazione e la cultura.
Internet è l'esempio più chiaro di questo processo di mercantilizzazione: si sta assistendo attualmente alla privatizzazione del contenuto.
Un'altra novità turbante appare in questa affermazione: il controllo inserito direttamente nella tecnologia.

Joelle Calmieri dei Penelope si interroga subito dopo sui mezzi per uscire da questa situazione.
Nota che dopo tre anni il tema della comunicazione è infine al centro delle preoccupazioni del FSE e che il lavoro per porre delle basi per una comunicazione al servizio di tutti è attualmente in corso.
Una delle alternative è, in primo luogo, considerare le nostre ricchezze.
In effetti, sottolinea, è legittimo che un film, una scuola divengano delle cose affittabili?
C'è bisogno di un'altra griglia di misure: il piacere, l'emozione, il legame sociale?
Non siamo là per agire come gli altri, guadagnare sempre più denaro. Bisogna riconoscere le nostre competenze e i mezzi messi in opera per farle circolare. È urgente abbattere dei modelli economici basati su una economia popolare e solidale.
Bisogna rendere visibile il lavoro gratuito delle donne del mondo intero, poiché questo lavoro è la base del liberalismo.
Bisogna appropriarsi dello strumento della comunicazione e averne il controllo. Bisogna strutturare l'economia popolare e solidale e rendere visibile le esperienza di interesse generale.
C'è ancora rendere visibile le strategie di resistenza e soprattutto quelle strategie forti dell'iniziativa economica.
Bisogna rimuovere un'altra strategia di cambiamento: è un problema di tutti e di solidarietà, ha concluso.


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