Un forum sull'energia
Carta - 16-11-2002
Il Forum sociale europeo ha visto anche nascere un forum dell'energia. Molti gli scienziati, i politici e gli addetti ai lavori del campo dell'energia, i lavori si sono svolti in tre giornate.
La prima giornata ha esaminato le prospettive energetiche in una visione globale a medio e lungo termine. Le conclusioni sono che la comunità scientifica internazionale ha raggiunto un accordo su almeno due punti: il primo è che esistono concrete indicazioni che le riserve di combustibili fossili, principalmente petrolio e gas naturale, sono prossime a un declino irreversibile nei prossimi venti anni. Il secondo è che l'aumento della temperatura planetaria osservato è dovuto realmente all'attività umana e in particolare alle emissioni dovute ai combustibili fossili. L'effetto sul clima di queste attività potrebbe manifestarsi a livello regionale con instabilità climatiche disastrose.
Appurato finalmente questo, si è potuti entrare nei dettagli delle prospettive del risparmio energetico e della produzione di energia mediante fonti rinnovabili. In aggiunta ai sistemi noti: fotovoltaici e eolici, il convegno ha messo in risalto il grandissimo potenziale della produzione di energia mediante solare a concentrazione, di cui un prototipo molto avanzato è presentemente in costruzione a Empoli. A breve e medio termine, tuttavia, l'energia solare rimane più costosa di quella ottenibile da combustibili fossili e, soprattutto, richiede grandi investimenti per i nuovi impianti. Pertanto il problema energetico deve essere affrontato in termini sistemici complessivi prestando attenzione all'eliminazione degli sprechi attuali.
Le conclusioni del dibattito sono che in Italia e in generale nei paesi ricchi è possibile ridurre i consumi energetici del 50 per cento senza ridurre la qualità della vita. Il risparmio, le fonti rinnovabili e l'idrogeno come vettore energetico, è una combinazione tecnologicamente provata e efficace che permette di prospettare l'eliminazione completa dei combustibili fossili in tempi di qualche decennio, permettendoci di sperare in una prospettiva planetaria di minor conflittualità rispetto a quella attuale.

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