A proposito di art. 18
Gian Paolo Trevisani - 30-03-2012
A proposito di credibilità, a proposito di articolo 18, a proposito di riforma del lavoro, a proposito delle intenzioni di voler garantire un futuro migliore alle nuove generazioni ho trovato la circolare n. 9 del 18 marzo 2004 con la quale il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sosteneva che le modifiche introdotte dal decreto legislativo n. 276 del 10 settembre 2003 (riforma Biagi) "sono volte a favorire il ricorso a questa tipologia contrattuale, che in tutti i Paesi europei ha dimostrato di fornire occasione di lavoro di qualità rispetto a prestazioni flessibile o atipiche prive di tutele adeguate per i lavoratori, soprattutto per le fasce deboli altrimenti escluse dal mercato del lavoro (donne, giovani in cerca di prima occupazione e anziani). Tali modifiche sono attuate principalmente mediante una nuova regolamentazione degli strumenti di flessibilità del rapporto a tempo parziale, attraverso la valorizzazione del ruolo della autonomia collettiva e, in mancanza di questa, della autonomia individuale, fermo restando il rispetto di standard minimi di tutela del lavoratore secondo quanto previsto dalla direttiva 97/81/CE".
Inoltre sarà proprio vero che gli investitori non vengono in Italia a causa dell'art.18? O forse non vengono perchè il carburante e l'energia elettrica costano di più che altrove, il malaffare imperversa, le aree costano più che altrove, le tasse sono esorbitanti, i permessi necessari si ottengono dopo tutta una serie di lungaggini, i trasporti non funzionano, così come i servizi...
Chissà?
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