Liberismo e Globalizzazione
Graziella Durante - 16-11-2002

Dall'Unione Europea della globalizzazione liberista all'Europa delle alternative.

Con la sala Palacongressi stracolma si aprono i lavori del Forum Sociale Europeo sul tema Liberismo e Globalizzazione. Il rapporto tra l'Europa e le istituzioni globali (Omc, Fmi, Gatts, G8); il controllo dei mercati finanziari, sono solo alcuni dei temi che sono stati dibattuti perché, in realtà, accanto ad un'analisi critica e precisa delle strutture economiche e politiche attuali si inizia a definire una linea di opposizione sempre più concreta e dettagliata. Il Movimento dei Movimenti, accusato a lungo di non affiancare mai momenti di proposta politica ed elaborazione teorica accanto a quelli di protesta, oggi, in una Firenze aperta nonostante i tentativi mediatici di sabotare la partecipazione attiva agli incontri, comincia a lavorare per la messa a punto di una 'strategia dei piccoli passi', una strategia di opposizione decisa e coraggiosa. E' Danise Cormanne (Cadtm) a raccogliere i primi applausi della platea.
L'Europa è coinvolta direttamente nello sfruttamento indiscriminato dei Paesi poveri del Mondo: la nostra è un'Europa di usurai che non si vergogna. La critica ai 'Piani di aggiustamento strutturale' è feroce: il congelamento dei salari, la salassi dei bilanci sociali, l'interruzione delle sovvenzioni per i Paesi del Terzo Mondo sono solo alcuni dei catastrofici effetti di ciò che dovrebbero essere invece piani di adeguamento delle economie povere a quelle ricche. E' così che dice l'Europa bugiarda. "Il debito è una forma di ricatto politico - afferma l'attivista belga e cita l'esempio della Polonia la cui diminuzione del debito è stato deciso solo dopo e come contropartita del suo allontanamento dall'ex-unione sovietica - e ciò comporta, soprattutto per i governi dei Paesi poveri, una perdita di legittimità e di sovranità a favore dello strapotere dei Paesi ricchi. La domanda da porsi è una: Chi deve a chi? La ricchezza dell'Europa è frutto di saccheggiamenti incondizionati e di politiche coloniali devastanti: chi allora dovrebbe restituire Qualcosa a Qualcuno? E' ovvio che se la linea seguita è quella di uno strozzinaggio perpetuato ai danni dei più deboli, incondizionato e inumano, l'inasprimento delle condizioni sociali per le popolazioni debitrici appare come un passaggio obbligato: è ciò a cui conducono i 'Piani di austerità' verso i paesi fuori dal cerchio terzomondista, come il Belgio. La richiesta è una e senza compromessi: annullamento del debito pubblico, incremento delle politiche di sviluppo nelle aree depresse, tassazione dei flussi finanziari, rifiuto assoluto delle risoluzioni che compongono il 'Quadro strategico di lotta alla povertà' messe a punto da G7, Fmi, Bm. Orami è chiaro, e la grande ondata di sollevazione sociale lo dimostra, che la sfiducia nelle istituzioni e nelle leggi di questo mercato è al culmine: "Chi ha spinto per la liberalizzazione dei mercati assiste oggi alla rovina delle proprie politiche. Il MITO della globalizzazione che produce ricchezza e progresso per tutti è una falsità - commenta Barry Coates (The world development Movement, GB) - il reddito, in Africa, cala del 15% con una diminuzione del 2% annuo". Bisogna che si contrastino, senza nessuna mediazione, accordi internazionali come il Gatts, che riguarda ben 170 settori di servizio e ha come ultimo obbiettivo - irreversibile - quello di eliminare ogni barriera e dunque ogni controllo del Mercato. Esistono proposte concrete, alternative percorribili, per fare di questo Mondo, un Mondo più umano e vivibile e il Movimento ha dimostrato finora di riuscire a coniugare entusiasmo e lucidità critica e ha fatto della lotta frontale alle politiche economiche neoliberiste il comune denominatore attorno a cui formare un fronte unico: "E' finito il tempo di camminare domandando - dice Emiliano Brancaccio (Attac Italia) - ora le risposte le possiamo e le sappiamo dare . Per contrastare la 'dittatura dei creditori' - continua l'economista napoletano - dobbiamo saper dimostrare che non siamo un Movimento puramente etico, normativo" . La Tobin tax è, in quest'ottica, la dimostrazione che una strategia di Movimento esiste, che è vera e concreta e fa paura perché rappresenta solo la prima delle misure no-global che il Movimento opporrà a quelle scelte politiche che sottendono il cinismo di una simile dittatura che per troppo tempo hanno dichiarato irreversibile. Non c'è nulla di irreversibile in questa globalizzazione e un Mondo migliore è possibile! "E' necessario che tutti i cittadini possano esprimersi sulle politiche fiscali - dice Serge Colin (G10 Solidaires, France) - proprio quando il bisogno e la richiesta di democrazia è stato letteralmente tradito dalla new Economy. Dalla platea tanti sono stati gli interventi: fiorentini cileni, brasiliani, nigeriani, canadesi, tutti pronti a rivendicare, a voce alta e forti di una solidarietà ormai internazionale, diritti, democrazia, civiltà. Da Firenze una prima reale proposta per un'Europa diversa, fuori dal cinico inganno del Liberismo e della politica della guerra, economica, sociale, militare.
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