breve di cronaca
Sulle pensioni i sindacati pronti ad attivare il contenzioso
Orizzonte Scuola - 29-02-2012
Si muova il Governo o sarà contenzioso: così Cisl e Uil, che chiedono una norma "equa" e di "buon senso".

Ufficio Stampa Cislscuola - "Lo spostamento al 31 agosto 2012, anziché al 31 dicembre 2011, del termine cui fare riferimento, nella scuola, per la maturazione dei pregressi requisiti di accesso alla pensione è un atto di giustizia per lavoratori che da sempre, a differenza di tutti gli altri dipendenti, possono lasciare il servizio solo col 1° settembre". Così dichiara Francesco Scrima, segretario generale della Cisl Scuola.
"Dopo la bocciatura dell'emendamento al mille proroghe che avrebbe consentito tale spostamento, la via maestra è rimediare con urgenza sul piano legislativo - prosegue Scrima - Crediamo che l'iniziativa politica debba essere assunta direttamente dal Governo, visto che aveva condiviso le finalità dell'emendamento accogliendo sulla questione un apposito ordine del giorno. La CISL Scuola, che insieme alla Confederazione da tempo rivendica la soluzione di questo problema, ritiene che il voto con cui si è impedito di rimuovere una palese discriminazione sia atto grave di insensibilità e irresponsabilità".
"Chiediamo con forza - conclude Scrima - una soluzione che valga per tutti, con un intervento di legge che appare opportuno e doveroso: diversamente, non esiteremo ad assumere ogni necessaria iniziativa di tutela degli interessati anche sul piano legale, per l'evidente disparità di trattamento che i lavoratori della scuola si trovano a subire".

Uil - Vanno evitate ulteriori ingiustizie e iniquità - sottolinea il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna. La riforma pensionistica ha creato molti problemi nel personale della scuola ed è ancora più penalizzante considerando che, chi lavora nella scuola può andare in pensione solo dal 1° di settembre.
Quelle che stiamo fortemente richiedendo sono misure di assoluto 'buon senso': lo spostamento dal 31 dicembre al 31 agosto 2012 del termine per acquisire i requisiti per l'accesso alle pensioni con le norme precedenti alla nuova normativa e misure di gradualità.
Nei giorni scorsi, dopo l'inspiegabile esclusione dell'emendamento sulla scuola dal decreto Milleproroghe, la necessità di introdurre correttivi attraverso un apposito ordine del giorno era stata positivamente accolta.
Ora serve un immediato intervento del Governo affinché, per la scuola, venga individuata una soluzione equa.
Sulle pensioni, siamo pronti - aggiunge Di Menna - ad attivare misure di contenzioso su tutto il territorio nazionale.

Pensioni: la FLC CGIL mette in moto i propri uffici legali

Comunicato FLCGIL - Non ci arrendiamo all'iniquità della riforma Fornero e dopo la bocciatura da parte del centro destra degli emendamenti che avrebbero in parte sanato le ingiustizie più eclatanti della riforma Fornero a danno dei lavoratori della conoscenza, pensiamo ai ricorsi. Le stesse forze politiche che hanno distrutto in questi tre anni di Governo Berlusconi la scuola pubblica e impoverito tutti i pubblici dipendenti e in particolare il personale dei nostri comparti (blocco gradoni, blocco contratti) sono le stesse che hanno impedito l'approvazione da parte della Commissione Bilancio dell'emendamento che avrebbe permesso in particolare ai lavoratori cosiddetti esodati e ai nati nel 1952 ed in parte anche nel 1951 di accedere al pensionamento dal 1 settembre 2012. Per questi lavoratori si chiede un prezzo troppo grande, poiché non è stata prevista una gradualità, ma uno spostamento dell'accesso alla pensione che in alcuni casi vuol dire anche 6 anni. L'emendamento al decreto milleproroghe che prevedeva per scuola e AFAM di tener conto dell'anno scolastico e accademico per la maturazione del pensionamento con le norme previgenti la riforma Monti/Fornero, consentiva di ripristinare equità e giustizia, rispetto della fiducia che ogni cittadino ripone nelle leggi di uno stato democratico. Aver bloccato al 31 dicembre 2011 la maturazione dei requisiti per accedere al pensionamento con le vecchie regole non tiene conto della specificità dei nostri comparti che hanno da sempre avuto un'unica finestra di uscita legata alla funzionalità dei nostri sistemi, ma anche per l'allineamento dello sviluppo delle anzianità di servizio e delle carriere che iniziano proprio con l'anno scolastico e accademico. Per queste ragioni abbiamo chiesto ai nostri uffici legali di verificare la legittimità di queste norme sul versante costituzionale.
La FLC CGIL e la CGIL continuano la loro azione nei confronti della politica per ottenere una profonda revisione della riforma Fornero.


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