Casoria
Marino Bocchi - 04-09-2001
“Ha difeso la sua ragazza, e il suo vecchio Piaggio Hexagon. Lo hanno ucciso senza pietà, per la sua faccia pulita e perché aveva alzato la testa. Perché li ha inseguiti quando ha visto la sua fidanzatina con la camicia strappata, strattonata violentemente per una borsetta con poche lire. Così è morto Stefano Ciaramella, studente di ragioneria, 17 anni a dicembre. E' caduto in un vicolo di Casoria, un budello isolato, senza uscita e senza luci, nella notte di domenica, a un centinaio di metri dalla compagnia dei carabinieri e a 500 dalla sua villetta, nel corso principale, via Principe di Piemonte”. (Repubblica, 4 settembre).

Casoria, periferia nord di Napoli. L’ho intravista sull’imbrunire, il treno aveva l’odore dei treni locali, i vetri sporchi, i finestrini aperti, i vecchi, confidenti finestrini, da cui puoi sporgere la testa e ammirare il paesaggio, non come gli Eurostar, coi loro vetri doppi e sigillati, claustrofobici come gli Stati e le metropoli in cui fanno sosta. Era sabato 18 agosto, verso le 20. Stavo andando a Napoli centrale, per recuperare dalla polizia ferroviaria la borsetta che mia moglie aveva dimenticato sull’Interregionale Milano-Reggio Calabria, fermata a Formia, nostra destinazione per le vacanze: l’aliscafo per Ponza. Treno locale: Sessa Aurunca, Villa Literno, Aversa, Napoli. Una ragazza tatuata, un giovane con il petto e le gambe ricoperte da fresche cicatrici. A Villa Literno sale un gruppo di extracomunitari maghrebini, immagino siano lavoratori stagionali, lo immagino da quello che ho letto sulla raccolta del pomodoro, i caporali, lo sfruttamento e le sevizie. Sono allegri, fra loro un bellissimo bambino mi guarda, sorride. I ragazzi sono di Caserta, vengono da una giornata al mare intorno al Garigliano. Ad Aversa (Repubblica: “31 luglio, Giovanni Tonziello, tabaccaio, viene ucciso sotto gli occhi del figlio di 10 anni”) i ragazzi si affacciano al finestrino, di fianco al mio: un extracomunitario molto giovane scivola di fianco al treno, ci mostra la fotografia di se stesso col copricapo arabo su un torso nudo con slip sulla spiaggia. Scherza coi giovani, il treno riparte. Casoria, a me forestiero, appare all’improvviso. Vicoli oscuri, case fatiscenti, panni appesi dappertutto e un grande decoro, la miseria dignitosa di Napoli. Almeno a me sembra. Confesso di non essere mai stato da queste parti. Viaggio perlopiu’ con la testa, adoro Napoli ma l’ho vista solo una volta, per pochi minuti, il tempo di prendere il traghetto a Mergellina per Ischia. Mergellina, dove riposa Leopardi. Adoro tanti posti e tanti volti che non ho visto, o che ho visto una sola volta, per pochi secondi. Casoria. Vedo un bellissimo cimitero aggrappato ad una collinetta di immondizie e li’ accanto, fra un ammasso di rifiuti, brucare un gregge di capre nere. E finalmente Napoli Centrale, ma non prima che il treno si fermi in una ex zona industriale in disuso, ciminiere spente, capannoni screpolati, un uomo grasso seduto su di uno spuntone in mezzo alla ferrovia. Recuperata la borsetta (controllo, c’e’ tutto) esco a fare un giro fuori dalla stazione, in attesa del treno di ritorno per Formia. Incontro un ragazzo che vuole una sigaretta: odia la polizia, mi chiede un po’ di soldi, gli lascio 6.000 lire. Durante il viaggio di ritorno, chiamo al cellulare mia moglie: tutto a posto, missione compiuta. Il cellulare lo danneggerò irreparabilmente il giorno dopo, mentre scendo dalla barca che ci ha portato su di una spiaggetta di Ponza, al modico prezzo di 40 mila lire per poche decine di metri. Oggi penso a quei ragazzi incontrati sul treno, al loro dialetto fluido, musicale, all’allegra loro complicita’ col ragazzo arabo, al cimitero sulla montagna di immondizie di Casoria, all’ombroso tossico della stazione. E penso a Stefano, studente di ragioneria, ucciso da alcuni coetanei per aver cercato di reagire all’umiliazione subita dalla fidanzata. Ucciso a Casoria, forse in uno di quei vicoli che ho intravisto dal treno, forse da uno di quei ragazzi allegri che tornavano dal mare o magari da quel tossico a cui ho dato 6000 lire, mentre andavo a spendere qualche milione per la mia meritata vacanza. Penso al mio cellulare, che non ho piu’ e che avrei fatto meglio a lasciare a un giovane teppista in scooter, se avessi avuto il coraggio di scendere in uno di quei vicoli, periferia nord di Napoli, e percorrerlo fino in fondo. Penso che fino a quando non trovero’ questo coraggio non saro’ mai un buon insegnante, anche se conosco a memoria Leopardi, che riposa a Mergellina, che io ho visto di fretta dal traghetto per Ischia.

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 noemi    - 03-10-2007
Perchè parlare tanto male di Casoria, è una delle periferie più circondate dal marcio, ma la più tranquilla nonostante ciò! Ci sono omicidi ovunque!