In difesa del servizio pubblico
Giacinto Verri - 18-11-2002

Da anni sentiamo molti esperti e cittadini suggerire se non evocare la validità del privato ovunque esso sia e qualunque cosa esso offra.
Ora è giunto il momento di sottoporre a verifica queste asserzioni e le azioni o i servizi ad esse afferenti.
Viviamo in una regione nella quale le forze politiche al governo hanno sostenuto e sostengono, sia economicamente sia a livello legislativo, che si debba parificare il privato al pubblico ed, anzi, che il privato, grazie ai principi di efficienza, economicità ed efficacia, sia più vantaggioso di quanto offerto dal pubblico
Il pubblico (dalla scuola alla sanità) sarebbe soltanto un mastodonte da alleggerire di competenze e risorse da assegnare a servizi che “meritano” e “rendono” a livello di profitto.
In effetti la scuola privata si avvale di agevolazione per le quali, dal minor costo degli insegnanti al minor numero degli stessi in rapporto alle classi (specialmente nelle elementari), il complesso delle risorse investite è, in rapporto agli alunni, sostanzialmente inferiore a quello del pubblico.
Chiariamo questi aspetti: la scuola privata si fonda su un contratto con i genitori di tipo diretto e pur paventando la sua presunta libertà (religiosa politica sociale economica…) essa è per natura privata e quindi non può intessere gli interessi di tutti.
La scuola pubblica, per definizione e sostanza, è di tutti e a tutti offre e si rivolge, senza alcuna differenza di sesso, religione e appartenenza etnica.
Eppure la scuola privata vuole che, siano essi bonus diretti alla singola famiglia o contributi del pubblico, svolgere il medesimo ruolo di quella pubblica.
Non è possibile ed è una menzogna: il solo ruolo che la scuola privata svolge è quello del privato…senza soluzione di continuità nell’appartenenza, nel contesto se non interna a se stessa.
Chiedo ai genitori che usufruiscono della scuola privata quale reale ruolo hanno sui progetti, sulle occasioni didattiche, sui confronti e sulla pluralità che i loro figli vivono e con i figli essi stessi!
Si…l’insegnate prevalente (o unico): una conservazione della specie sepolta del maestro che sa tutto e del bimbo felice senza problemi….
I bimbi di oggi, e ne sono un spassionato estimatore, non hanno affatto bisogno (come tutti d’altronde) di un riferimento unico ma di un insieme di riferimenti che li accompagnino e li comprendano, che sappiano capirli e accettarli per quello che sono né hanno bisogno di verità assolute ma di scoprire il dubbio che è l’anima della verità, la bellezza che non esiste mai un’unica risposta o soluzione.
Il pubblico è bello perché per cultura sociale (e cultura intesa come economia della natura) deve offrire una gamma ampia e completa di tutte le posizioni etiche, scientifiche, naturalistiche quali che siano i contesti in oggetto.
Il pubblico è dotato di dubbio,,, il privato della certezza di essere il giusto.
Il pubblico per questo è e deve rimanere di tutti e per tutti attraverso tutti, il privato è di alcuni, per alcuni e attraverso alcuni..
Il privato uniformizza, riduce ad unum il pubblico, ne sono convinto, può e agisce sulle pluralità, sulle diversità, sul confronto, sulla voglia di essere e capire gli altri come fossero noi stessi.
La cultura pubblica ha lo scopo di controllare quanto la scuola agisce e offre: il cittadino del territorio, nel corso dell’esperienza scolastica diviene responsabile come genitore del percorso e del controllo rispetto ad una scuola che sia in grado di offrire ai bimbi dell’obbligo i percorsi educativi e didattici plurali e vivi, non legati ad una visione unica ma a tante visione quanti sono gli occhi che guardano le realtà.
La scuola privata ha solo due occhi: quello del profitto (comunque lo si ammanti) e quello delle motivazioni che l’hanno costituita.
Le scuole cattoliche offrono un servizio ampio certo, copre talvolta tutta l’età evolutiva ed oltre, indubbio, ma non fanno che scimmiottare il pubblico che, per ragioni costitutive non è in grado di pubblicizzare quanto fa e fa indubbiamente molto più del privato
E la salute pubblica! A rigor di logica regionale non esiste più: i servizi pubblici debbono lasciare sul campo le risorse per quelle private , bonus dati alle singole famiglie sulla base di bisogni particolari e la famiglia fa mercato….tanto che i costi, per semplice ragione economica, dei servizi pubblici o cresceranno per mantenere il servizio o diminuiranno, mentre, ricordiamolo sempre, il servizio privato, a differenza di quello pubblico, ha anche e soprattutto l’obiettivo e fare profitto.
Nulla di male ma non sulla pelle della gente, dei bisogni, delle necessità. Mai!
La riforma della regione Lombardia, per la quale la stessa sta indebitando i cittadini e offrendo a costi alti quello che altre regioni offrono a costi minori e maggiore qualità, si traduce sempre e comunque nel dare bonus e nel favorire (leggete bene tutte le delibere) le organizzazioni private togliendo al pubblico.
La regione ha un bilancio sanitario enorme eppure siamo sempre poveri anche solo perchè mediamente un’ora di servizio (oppure un posto letto privato) costa il 15% in più di quello pubblico.
Si dirà che il servizio è migliore: verifichiamo anche questa asserzione.
Dal dentista all’ottico, dalla prevenzione al pronto soccorso…dove sono i costi minori paventati dal maggiore ruolo dei privati.
Consideriamo l’assistenza di base: glia anziani tra non poco si troveranno soli con alcuni bonus a dover trovare presso strutture private servizi che fino ad ieri venivano erogati dal pubblico, un pubblico che si dovrebbe limitare al controllo di decine di famiglie in merito ai servizi erogati….
Oh certo occorrerebbe essere in America…il sogno di tanti nostri concittadini!
Pensioni private, integrative, assicurazione private integrative…ma chi ci proteggerà quando saremo anziani vecchi non produttivi, quando la pensione sarà decurtata (e lo sarà) e già lo è: un punto di tasse in meno (che illusione) e tre punti(minimo) di costi in più….
Ora basta: ci sono diritti che non sono maturati né privilegi, sono i diritti delle persone a vivere sempre una vita dignitosa, ad avere un lavoro dignitoso, ad essere considerate dignitose, quali che siano la loro appartenenza, religione, etnia e censo.
Sono diritti semplice: poter bere, poter mangiare, poter essere certi che dopo una vita di lavoro si possa vivere senza precarietà, poter educare i figli, poter trovare una casa…insomma poter progettare una vita.
Eppure molti pensano di essere in America: perdi il lavoro vai a fare l’infermiere!
Sei ammalato: dovevi pensarci prima…già dopo essersi indebitati per 25 anni per costruire una casa e per avere un auto con cui andare al lavoro.
Non siamo in America: non amiamo il posto precario…ma nemmeno quello fisso…
I diritti del lavoratore e del cittadino sono oggi più che mai gli stessi e il livello di solidarietà è altissimo, anche in termini di dipendenza economica.
Ma si sa che qualcuno pensa di conoscere e di essere la verità: l’economia va male,… facciamo lo spettacolo che va bene oppure colpa di quelli che c’erano prima, e prima c’è sempre stato qualcuno.
La scuola costa troppo: riformiamola tagliando gli insegnanti e i bidelli, ridiamo ai nostri poveri bambini il loro bravo maestro unico e solo…tanto solo che se gli siete antipatici per anni…
Riduciamo gli anni dell’obbligo (in tutta Europa sarebbe un insulto a tutti i cittadini) e privatizziamo come negli altri stati (santa ignoranza: in Francia come in Germania la scuola privata è protetta controllata investita di funzioni e responsabilità, mentre qui in Italia la cosa migliore è finanziare quella privata perché così può pagarsi gli insegnanti con le tasse di tutti.)
Bene voglio vedere gli stessi ordinamenti e regole, voglio vedere bimbi diversamente abili nelle private, voglio vedere bimbi difficili nelle private, voglio vedere bimbi extracomunitari e voglio vedere insegnanti che sappiano considerare i bimbi al di fuori delle loro convinzioni come bimbi che possono dire la loro, anche NO.
È un diritto dire NO e lo dico alla scuola e alla sanità privata alla pensione privata, alle assicurazione private.
.genitori la pluralità degli insegnanti degli insegnamenti è stata una delle dimensioni vincenti vivaci vere della scuola elementare pubblica: perché la signora Moratti i accanisce contro di essa: solo perché non sa di cosa parla ne cosa veramente vale dentro il pubblico.
Solo perché la scuola privata ha bisogno di soldi!
Signora Moratti i diritti della scuola pubblica contano più di quella privata perché diritto e pubblico sono due termini che si coniugano e declinano sempre insieme…non per ninete privato e diritto sono altra cosa e codice.
La collettività, la territorialità che lei vuole negare romperanno le catene delle bugie sulle quali cerca di costruire un ammasso di azioni queste sì senza poesie.
La scuola elementare funziona eppure la vuole delegittimare, chiudere far fallire….
Basta Moratti torni a casa sua, faccia gli affari suoi ma non li spacci più per interessi pubblici.
Amo la scuola pubblica…per quello che significa: la possibilità di diverse abilità e significati di vita ed esperienza.
Il privato è tale non lo svenda per altro e tra privato e pubblico mi creda c’è tutto uno stato…lo ripeto Stato!

Una giornata in difesa del pubblico: lo chiedo come cittadino giovane, maturo ed anziano, perché i diritti siano di tutti e leggi uguali per tutti! Lo chiedo come lavoratore e pensionato e disoccupato perchè, nella ricchezza immensa di tanti, tutti abbiano un sorriso davanti e un impegno nelle mani! Lo chiedo come bimbo e come colui che nascerà perché possa imparare da chi mi è diverso, perché possa sentire le mie radici nelle persone che incontro, perché si abbia fiducia in me, perché possa avere tanti insegnanti e insegnamenti! Lo chiedo come persona, semplice persona, perché non ho paura delle altre culture, anzi ne ho bisogno, perché quando si parla d’identità c’è sempre qualcuno che deve guadagnarci qualcosa a mie spese, perché quando si sventola un valore, quale che esso sia, c’è sempre un bisogno da negare, un interesse da proteggere.
Lo chiedo a viva voce: l’interesse pubblico e quello privato non sono la stessa cosa e per molti versi sono contrari l’uno all’alltro e quindi è ora di smetterla di pensare che qualcuno sia lo stato, di pensare e credere che prima di essere persone si sia cattolici, comunisti, bergamaschi, siciliani…
Basta con le falsità: sono degne si essere perseguite e giudicate.
Chiedetevi soltanto se alcuni di noi, esseri normali, avessero avuto certi interessi ora sarebbero in carcere….
Chiedetevi semplicemente se tutto debba essere ridotto a pura economia o se l’economia non sia al servizio del benessere…
Chiedetevi soltanto quanto conta essere uguali oppure quanto conta poter essere diversi….
Chiedetevi soltanto se sia giusto rendere il pubblico uguale al privato….
Chiedetevi soltanto se sia giusto che una nazione possa decidere chi debba possedere armi di sterminio di massa, se il giudice sia lì…
Chiedetevi ora quanto conti per i vostri figli poter avere gli strumenti e le convinzioni per affrontare le sfide dell’oggi (genetiche, religiose, scientifiche, sociali) e se le verità che ascoltiamo non siano che paure di quanti non riescono a concepire altro che se stessi come verità.
Chiedetevi soltanto se non sia ora che la scuola e la sanità pubblica tornino ad essere il centro dell’interesse, la difesa, insieme al lavoro dei lavoratori e degli imprenditori, alla vita di qualità per tutti!
Chiedetevi infine perché contiamo sempre meno, e con così i nostri guadagni, di fronte a chi invece stabilisce per legge che non c’è o quasi inflazione, che i prezzi sono aumentati per colpa di un euro e non di chi li ha incrementati e lasciati incrementare.
In fondo si tratta di provare a vedere come stiamo e come staremo: noi ed i nostri figli!

PER UNA GIORNATA DI PROTESTA IN DIFESA DEL SERVIZIO PUBBLICO

Una giornata di protesta in difesa del pubblico: dei diritti di tutti!
Quali obiettivi?
In primo luogo: il pubblico è una cosa il privato ben altro!
In secondo luogo difesa ampliamento della scuola pubblica e della sanità pubblica!
In terzo luogo: fermo no alle assicurazione integrative intese come sostitutive di quelle erogate dal pubblico (guardate l’Olanda) e alla privatizzazione di servizi di interesse pubblico!
In quarto luogo abolizione della legge Bossi-Fini e perseguimento di quanti hanno approfittato delle situazioni di precarietà!
…e dimissioni del signor tremonti, della signora moratti e di quanti affibbiano le lame dell’odio e dell’identità di razza e nazione.
Ricordiamoci: quanti oggi predicano il senso del dovere e l’eroismo dei nostri morti…sono gli stessi che hanno portato molti a morire per nulla, privi di tutto.
A Cefalonia a El Alamein, da Marzabotto alle leggi razziali
non sono cambiati sono sempre gli stessi
Mai più!
Possono riscrivere la storia del passato, possiamo evitarlo solo impedendogli che riscrivano la storia del futuro!
Quali inziative?
Lettere di richiesta di dimissioni al presente governo!
Lettera sulla giustizia uguale per tutti!
Lettera che siamo uguali tutti perché diversi tutti!
Lettera in difesa del pubblico
E udite udite
protesta e manifestazione civile
disobbedienza sociale e civile!
Per un giorno i genitori tengano a casa i propri figli da scuola, per un giorno nessuno usi i servizi pubblici, per un giorno non utilizziamo i servizi privati!
Per un giorno, solo per un giorno urliamo a chi ci crede stolidi e che tutti siamo la loro maggioranza
Chiedetevi se è possibile scegliere cosa fare della propria vita (leggete bene la moratti) a 13 anni e come sia vietato cambiare percorso!

VIVA IL PUBBLICO RESPONSABILE E UGUALE PER TUTTI!


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