Stress su stress
Francesco Di Lorenzo - 25-11-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



Il primo atto amministrativo firmato dal ministro Profumo, a sei giorni dal suo insediamento, sembra che riporti in auge la trasparenza. Le due pubblicazioni 'La scuola in cifre' e 'L'università in cifre' verranno messe di nuovo in rete e spedite agli uffici scolastici provinciali. La loro diffusione fu bloccata per decisione del ministro Gelmini e del suo staff nel 2008. Le copie che erano state già stampate (decisione di Fioroni) restarono nel cellophane a prendere la polvere. Evidentemente non si trattava di risparmiare. O forse sì. A cominciare dai francobolli

Non sembra, invece, cambiato nulla sul versante delle 'spartizioni'. Pardon, un piccolo cambiamento c'è: si parla di 'totosottosegretari' invece che del solito 'totoministri'. Immaginate la ressa, insieme a tutta la gioia, le aspettative e i proponimenti che gli esponenti del PDL e del PD stanno vivendo. La domanda è: sarò io il prescelto o anche stavolta mi faranno le scarpe? Sembra che l'enigma sarà sciolto la prossima settimana. A tutti i partecipanti alla gara, un augurio. Ai tanti delusi, un 'in bocca la lupo' per la prossima volta. A noi, la certezza che nulla è cambiato.

La ricostruzione dei fatti serve a mettere in chiaro le cose e a rivedere gli errori? Forse! Per cercare di porvi rimedio c'è sempre tempo (pensa chi deve decidere). Sappiamo oggi, dal resoconto della Ragioneria dello Stato, che negli ultimi tre anni, i tagli più consistenti li ha subiti la scuola. Quasi sessantamila unità (per la precisione 58.700) di personale in meno. Mentre il servizio sanitario ha perso cinquemila posti di lavoro, così come i Ministeri (tutti) e i corpi di Polizia. Si legge, sempre nello stesso resoconto, che la presidenza del Consiglio dei Ministri è aumentata di 170 unità. Ecco, finalmente si è capito. Lì c'era bisogno di persone per decidere dove tagliare. E, pensate un po', tutti hanno deciso di tagliare nella scuola. Che sintonia!

Ultima notizia. Si è saputo che, tra le competenze da possedere, i dirigenti scolastici dovranno essere in grado di misurare lo stress dei propri insegnanti. Dal 1 gennaio 2011, infatti, i datori di lavoro pubblici e privati, 'hanno l'obbligo di esaminare le fonti di rischio da stress e di inserirle nella valutazione del rischio aziendale'. Insomma, devono saper capire dai piccoli segnali, quando un proprio insegnante sta 'dando i numeri'. Ma questo può anche essere facile. Infatti, si dice che uno dei segnali sia la perdita del controllo di sé in classe. (Dobbiamo stare attenti, noi insegnanti. Non nasconderlo, andare subito dal preside a riferirglielo: 'oggi ho perso il controllo, preside è grave?'. Il problema è che il preside non saprà che cosa rispondere, non perché non vuole, ma perché non gli è mai stato insegnato: non è mica un medico).
Pensate ai prossimi nuovi dirigenti che stanno attraversando lo stress del concorso in questi giorni. Tra quiz, ricorsi e indecisioni varie, non vedono l'ora che tutto sia finito. Fosse vero! Ad attenderli c'è lo stress degli altri e la sua misurazione.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf