La storia purchessia
Gigi Monello - 28-10-2011
Allo studioso dello scorretto argomentare che tra cinque lustri preparerà il suo tomo intorno al ventennio berlusconiano, non sfuggirà la perla che Giuliano Ferrara ha di recente depositato nello sconfinato giacimento. Ospite di Mentana e accanto ad uno Scalfari accennante disgusto, il Giuliano nazionale architettava a difesa del Principe il seguente raziocinio: "gli Italiani sono abituati a sentirsi rappresentati da fenomeni grandiosamente anomali ... Garibaldi, Mussolini, Berlusconi". Potremmo definirlo sofisma di "vaghezza e mescolanza". Notissimo trucco: consiste nel mischiare insieme cose diverse e persino contrarie, spostando l'attenzione sopra una generica somiglianza. Un tempo bastava una discreta scuola media per non cascarci; adesso, a seconda dei casi, neppure aver finito il liceo.
Ora, come tutti dovrebbero sapere, Garibaldi non esercitò mai alcun potere di governo (mentre gli altri due emeriti, sì), e tanto meno esercitò potere stando dalla parte di minoranze privilegiate (e gli altri due emeriti, sì). Contribuì, caso mai, a spazzare via poteri forti e marci (Borboni), stando sempre dalla parte di maggioranze di derelitti. Dove, allora, la somiglianza? Facile: fu, come gli altri due, personalità energica e seducente, ed "entrò nella storia".
Qui, il nostro opinionista, va capito. Qui, alla apologia del Signore, si associa in lui un substrato personale più profondo; potremmo dirlo l'"estetismo del segretario di corte"; atavico, italianissimo, fatale; ne fu colpito pure Machiavelli al cospetto di Cesare Borgia; capita a chi soggiorna troppo nelle anticamere del potere; spinge a vedere la storia come un grandioso, avventuroso romanzo; fatto di gesti, ebbrezze, individui straordinari; uno spettacolare contenitore nel quale possono stare Dracula come madre Teresa di Calcutta.
È lo stesso Giulianone a confessarci la sua debolezza; ascoltiamolo: "gli Italiani sono abituati a sentirsi rappresentati da fenomeni grandiosamente anomali ... Garibaldi, Mussolini ...; e Berlusconi è uno di questi, e per questo lui entrerà nella storia, mentre alcune centinaia di nani che lo criticavano con sussiego moralistico non ce li ricorderemo neanche in glossa".
Capito? Consoliamoci, dunque. Ridono di noi pure in Madagascar, ma abbiamo un nano piazzato nella storia.

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 Renza Bertuzzi    - 02-11-2011
Bravo come sempre, Gigi!