I promossi e i bocciati di Gelmini: e il Merito non conosce il merito
Severo Laleo - 13-10-2011
Strano Paese l'Italia, quando si parla di Merito!
Tutti invocano il Merito, ma pochi sanno proporre riforme perché il merito sia visibile e valutabile, e produca risultati e utilità per il singolo e per il paese tutto. Anzi, spesso, a esaltare il Merito sono proprio i tanti miracolati sulla strada del successo senza merito.
E, a sentire i detrattori dell'ideologia, il Merito sarebbe di destra insieme alla severità, e il disinteresse per il Merito, l'egalitarismo, sarebbe di sinistra, insieme al lassismo. Ideologia, appunto.
E assenza di un'idea di democrazia reale, trasparente, partecipata.
Infine, tutta la discussione sul Merito è esclusivamente concentrata sulla scuola e, quindi, su persone, per la massima parte, minorenni.
Forse perché i maggiorenni, specie se frequentano buone "famiglie", conoscono altre strade per raggiungere il Merito!
Ma veniamo ai difensori del Merito e ai dati su promossi e bocciati, nell'era asessantottina. Chi invoca oggi il Merito?
E', innanzitutto, la Gelmini, miracolata ministra sulla strada dei tunnel da Catanzaro al Popolo della Libertà, è la Minetti, promossa, con viatico per la Regione, sul camparcore di battaglia, è Bossi, longevo inventore, a vantaggio del trotismo, di bufale padane, con o senza quote latte, è Gianni Letta, degno e garbato al suo posto per vincoli d'amicizia ai limiti della complicità, è Balducci, l'alto funzionario, e Gentiluomo del Papa, degno di grande fiducia anche per la Cricca, è l'imprenditore liberale Berlusconi, aperto, intelligente, abile, e attento monopolista, è Canton, il più fresco premiato per Merito, con l'unanimità dei consensi,silenziosi, in segno di riguardo per il suo efficace mutismo in Congresso, è...l'elenco è aperto e lungo, molto lungo, e si chiude con la piena, limpida, integerrima Responsabilità di Scilipoti.
Eppure, tra tanti e così illustri nomi esemplari per Merito, nella destra c'è sconforto, perché la "severità" e il Merito, fondamenti del programma liberale del Popolo della Libertà e della Lega, non hanno sfondato a scuola, nei confronti dei minorenni in crescita e in formazione.
Così, dopo i vani tentativi di nascondere i dati, l'esemplare Gelmini, intristita, è costretta a comunicare, pare ancora non completi, i dati: "il numero dei bocciati nelle scuole superiori diminuisce sensibilmente, passando dal 15% del 2010 al 13,2 di quest'anno; i non ammessi alla maturità sono invece il 5,3 % contro il 5,9 del 2010".
Povera Gelmini, per onore alla sua idea di Merito, non riesce neppure a riconoscere il suo unico, significativo merito del suo impegno ministeriale: la riduzione dei bocciati a scuola, in linea con la riflessione socio-pedagogica più avanzata in Europa e la raccomandazione OCSE.
Ed è triste la Gelmini, perché non sa/vuole ammettere che una scuola che sa "promuovere" la cultura delle persone, senza "bocciare", è una scuola che ha merito. La scuola, l'istituzione fondamentale per la crescita in civiltà di un Paese, acquista merito solo se sa "promuovere". E "promuovere", si badi, non è il porre un timbro burocratico al passaggio da una classe all'altra di una persona nell'età dell'apprendimento; non è scrivere "promosso" in pagella: è dare, con serietà di servizio, a ogni persona in età di apprendimento, attraverso il più ampio impiego di persone e risorse, il massimo possibile in termini di cultura e intelligenza di vita, secondo le capacità di ciascuno/a.
A tutte/i, nessuna/o esclusa/o. Proprio nessuna/o.
La scuola ha il suo merito se "promuove"; se "boccia/esclude/nonpromuove" non merita.
O no?

Tags: Merito, Risultati scolastici, Gelmini


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