Comunica idiozie e costa più di un prof in dieci anni
Gianfranco Pignatelli - 01-10-2011
C'è chi porta voti, chi donne, chi sfiga. E c'è chi porta voci. In un Paese dove i politici sono più in tv che in aula, nei dicasteri o a casa loro, ci sono anche i portavoce. Occorrono quando i ministri hanno la bocca piena o la testa vuota. Divulgatori che scrivono poco e pensano meno. Prendono posizione su tutto e, per farlo, prendono pure una barca di soldi pubblici. Li chiamano addetti alla comunicazione.
Dicono la loro sulle cariche istituzionali, ma anche su quelle positive o negative. Ma se son neutrini, fanno la figura dei cretini. Abituati al neurone vagante nel vuoto celebrale, fanno viaggiare il neutrino nel vuoto di un tunnel che non c'è, ma che l'Italia ha pagato 45 milioni di euro. Dieci volte meno di un Ponte, che manco c'è, sullo stretto di Messina. Quindi, nessuna meraviglia. È la comunicazione degna di un ministero che boicotta l'istruzione, privatizza l'università e impedisce la ricerca. In compenso questo dicastero retribuisce il comunicatore di idiozie con 156.000 euro all'anno. Così capita che per comunicare scemenze, in tre anni, gli sia stata corrisposta la stessa cifra data, in trentadue anni, a un docente per formare ed informare, istruire ed educare e fare tanto altro ancora.

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