La sfida con l'abuso
Francesco Di Lorenzo - 24-09-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte 2011-2012



Lei, il ministro Gelmini, è nata per le sfide. È sempre lì pronta a sfidare qualcuno o qualcosa. Si può dire che sia una sua naturale inclinazione. Partendo dall'esame per diventare procuratore, fino alla sua ascesa politica, passando per la sua 'epocale' riforma della scuola, coniugata, sfidando le leggi della logica, al più colossale taglio di mezzi e risorse del comparto istruzione, è continuamente in battaglia ed in prima fila. Certo, dalla voce e dall'aspetto non si direbbe. La calma che ostenta, però, le serve a nascondere la sua determinazione. La signora è determinata a farci del male. E non la smette.

Intervenendo alla trasmissione 'Uno Mattina' ha lanciato il via alla sfida del momento.

Ha detto: "La qualità della scuola dipende dalla qualità degli insegnanti ed è sbagliato che oggi un buon insegnante riceva lo stesso trattamento di un collega poco presente o poco attento alla didattica". E ancora, "credo sia necessario legare la carriera non solo al trascorrere del tempo ma alla qualità della didattica e dei risultati raggiunti".

Se poi, sulla questione, ci sono resistenze da parte dei sindacati e degli insegnanti, questo non è un problema. Lei è lì per superarle. Come? Non prendendole in nessuna considerazione. È un suo metodo sperimentato che le ha dato, tra l'altro, grandi soddisfazioni. A questo punto evocare o rievocare il discorso, l'orazione, di Cicerone in Senato
(ma lei sta alla Camera) contro Catilina, che inizia con la celebre frase, "Fino a quando Catilina abuserai della nostra pazienza?" sembra un inutile esercizio retorico. Anche se, sicuramente, un ricordo del genere, pur se già tirato in ballo, è salutare tenerlo a mente.

Di contorno le notizie sulla nostra scuola si susseguono e sono tutte di un certo interesse. Infatti, sono tutte negative. C'è la denuncia di Cittadinanza Attiva sulla mancanza di sicurezza delle scuole italiane e sull'aumento, nell'ultimo anno scolastico, degli incidenti occorsi nelle aule a studenti ed insegnanti. Tanto che le province hanno minacciato di chiudere i cinquemila edifici di loro competenza che non sono a norma. Dicono che le perizie e le segnalazioni le hanno fatte, ma non c'è stata nessuna risposta.

Come consolazione abbiamo la notizia che a Genova, ad una dirigente, sono state affidate ben 17 sedi scolastiche. Per effetto delle reggenze, cioè l'incarico di dirigere oltre la propria anche altre sedi dove manca il capo, l'Ufficio Scolastico regionale ha affidato alla suddetta tale numero di scuole. Gli edifici sono dislocati in 12 Comuni che si trovano sia nei dintorni di Genova che sull'appennino. Signora, non si deprima, per raggiungerle e per spostarsi da una scuola all'altra, avrà tutto il tempo di riflettere per bene sulle decisioni da prendere.

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