Psicosi del terremoto e prove di evacuazione
Francesco Paolo Catanzaro - 08-11-2002
E' capitato che in seguito all'evoluzione dello sciame sismico che ha attraversato l'Italia in questo periodo molti genitori si sono lasciati prendere dall'ansia ed addirittura,credendo di avvertire nelle loro abitazioni tremori, si sono precipitati nelle scuole per recuperare i loro figli, creando confusione ed alimentando il panico. La situazione si è rivelata incandescente quando un fronte di genitori non ha permesso tranquillamente l'evacuazione dell'istituto durante un'esercitazione. Ora vorrei dire a questi genitori che è legittima la loro paura ma che anche la scuola è organizzata per fronteggiare situazioni di emergenza. In tutte le scuole si attivano progetti legati all'emergenza terremoto o altre calamità, si eseguono periodicamente esercitazioni di evacuazione ed ogni plesso ha individuato aree su cui far riversare la popolazione scolastica in una situazione di allarme.
Esistono referenti alla sicurezza che si prodigano nell' informazione e nell'addestramento per cui bisogna che si ripristini uno stato di tranquillità considerando anche il fatto che la protezione civile ed i vigili del fuoco stanno eseguendo controlli periodici su tutto il territorio italiano.
Quindi un pò più di serenità potrebbe contribuire a non creare caos nelle istituzioni per non interferire negativamente nelle attività scolastiche. Infine, dando più fiducia agli operatori scolastici, si potranno trovare soluzioni immediate ad ogni situazione di emergenza, qualora dovessero verificarsi.

L’allarme sisma ha dunque in questi giorni alimentato la psicosi dei genitori che, spesso corrono a scuola per prelevare i propri figli anticipatamente , manifestando apprensione ed ansia.
Anche tra gli studenti serpeggia la paura del terremoto.
Ma il monitoraggio effettuato dalle Regioni presso le istituzioni scolastiche è stato attuato in tempo e mentre ha rassicurato alcuni dirigenti scolastici ne ha allarmato altri, che tra crepe, screpolature d’intonaco e lesioni a pareti di cartongesso sono stati costretti a sospendere le lezioni in attesa di controlli più accurati a cura dei vigili del fuoco o della Protezione Civile.
La scuola ha sempre addestrato i propri alunni ad eventuali comportamenti in stato d’emergenza e quando la prevenzione è stata attuata seriamente gli alunni ed i docenti hanno mostrato comportamenti immediati e controllati, dopo aver imparato a dirigersi nelle apposite piazzette di sicurezza, lontano da pericoli di crolli o smottamenti.
Quando, però, si considerano le esercitazioni fatte durante l’anno “ tempo perso” ecco che la scuola mostra incertezze e debolezze che nella realtà potrebbero rivelarsi pericolosissime per l’incolumità dell’utenza.
I responsabili alla sicurezza nelle scuole spesso sono lasciati soli nel loro compito e può capitare che in un’esercitazione si veda qualche docente che nel momento dell’evacuazione si preoccupi della borsa o del soprabito, delle attrezzature da disegno o infine si riavvivi il trucco per l’occasione e qualche alunno , mosso dal panico o dal divertimento, fuggire dalla fila e correre all’impazzata nei corridori, rincorso dal personale ATA o dal vicepreside, consci del pericolo.
Ora se vogliamo attuare una buona prevenzione si deve cambiare innanzitutto atteggiamento in alcune scuole: tutti dobbiamo adottare un registro di collaborazione e credere in quello che si fa.
Le esercitazioni servono a simulare emergenze per un terremoto, un’alluvione, un pericolo in genere. E se un giorno scatterà l’allarme cosa facciamo se abbiamo preso tutto con poca serietà?
Restiamo sotto le macerie con la nostra borsa o col trucco ravvivato?
Portare avanti una prevenzione di sicurezza seria vuol dire imparare a comportarsi nei momenti di pericolo, ma esercitarsi senza consapevolezza vuol sicuramente dire soltanto perdita di tempo.
Riflettete, Dirigenti scolastici, docenti, alunni e responsabili alla sicurezza! Riflettete!


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf