Non possiamo aspettare
Francesco Di Lorenzo - 24-08-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte



Il drammatico agosto che sta per finire ci rimarrà come segno, barriera, limite oltre i quali è impossibile andare? Non è detto. L'esperienza anche minima insegna altro. Insegna che questo governo forza i limiti della decenza e quindi possiamo aspettarci di tutto. Pur di restare lì, sono disposti a svendere ancora. Sulla scuola, però, c'è poco o niente da svendere. Già fatto!

Tanto per rientrare in campo - tra una settimana comincia il nuovo anno scolastico - si legge la notizia che in Germania si potranno scaricare dalle tasse le spese sostenute per studiare e formarsi. Naturalmente quando si andrà a lavorare. È un principio - un metodo - indicativo della considerazione che l'istruzione debba essere più pubblica e più gratuita possibile. E che uno Stato democratico ha interesse a tutelare l'istruzione. Non è la nostra strada. Per intenderci, non è quello che si è fatto con le cosiddette 'riforme', in Italia addirittura definite 'epocali'. Noi, ma anche gli inglesi con le ultime uscite di Cameron, seguiamo concezioni diametralmente opposte: la scuola non è di tutti, chi vuole studiare deve pagare molto, e poi...poi si vedrà.

Intanto una parte della Flc-Cgil annuncia uno sciopero di 48 ore, in data da definirsi, per protestare contro le manovre governative che colpiscono solo, esclusivamente e sempre gli stessi. Il richiamo viene accolto e la Cgil proclama per il 6 settembre lo sciopero generale.

Per alcuni questa è un'arma spuntata. Ma è la sola in grado di far capire da che parte si sta. Sembra che non sia più il tempo di derogare o di aspettare. Intanto, lo sciopero è principalmente: "contro la riduzione delle deduzioni Irpef riguardanti sanità, istruzione e mutui, il blocco dei contratti del pubblico impiego, l'assalto alla tredicesima mensilità, il congelamento per due anni del Tfr, la deroga ai contratti nazionali e all'articolo 18, lo spostamento delle festività del 25 aprile, del primo maggio, del 2 giugno".

C'è poi la notizia che ci sono varie proposte di legge per introdurre nuove materie di studio nella scuola dell'obbligo. Le proposte vengono sia dall'area di governo che dall'opposizione. Quella in prima fila, nel senso che è ora in discussione alla commissione istruzione della camera, è la proposta della senatrice del Pd Anna Maria Carloni. Si tratta dell'insegnamento dell'educazione civica-ambientale. Un aggiornamento della vecchia educazione civica, con l'inserimento delle problematiche ambientali, la legalità, la salute, la cittadinanza, l'alimentazione, l'educazione stradale e molte altre cose ancora.

Ma altre proposte sono in attesa di essere discusse. Si va dall'educazione ai diritti umani, all'introduzione alla società multietnica, all'educazione emotivo-sentimentale, per arrivare alla proposta di insegnare l'esperanto.

Infine, per unire l'Italia, c'è sempre lì pronta, la proposta di introdurre la materia: "lingue e dialetti delle comunità territoriali e regionali e storia locale". Non è neanche il caso di dire chi l'abbia presentata.

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