Benvenuti al Sud
Francesco Di Lorenzo - 04-08-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte



Che la situazione della nostra scuola continui a presentarsi complicata e confusa non è certo una novità. Che ci sia bisogno, invece, di una linea di tendenza ben più salda, con idee meno usate e abusate sul contesto scolastico, è un'esigenza che si avverte, ma che non trova riscontri.

Allora. Il Consiglio di Stato ha confermato quello che il Tar del Lazio aveva deciso ad aprile scorso: i tagli agli organici degli insegnanti della scuola pubblica sono illegittimi. Cosa succede adesso? La Cgil, che aveva presentato il ricorso, chiede di ridare alle scuole gli organici non più tagliati. Dal Ministero fanno sapere che la cosa è priva di fondamento. Perché appena sarà acquisito il parere (della Conferenza Stato-Regioni), che secondo il Consiglio di Stato mancava, tutto ritornerà nei binari attuali. Sulla questione l'ex sottosegretaria Bastico (PD), dice: "Il Ministro Gelmini dovrebbe immediatamente dimettersi! È una vergogna colossale che i danni che la scuola pubblica ha subito in questi anni, a seguito dei tagli insostenibili, siano stati prodotti da atti privi di efficacia giuridica".
La querelle continua, la confusione anche.

Il consulente del ministro Gelmini (lo sarà ancora?), Roger Abravanel, in un articolo sul Corriere della Sera, è scandalizzato poiché, secondo indiscrezioni, all'ultimo esame di maturità, i cento e le lodi, nelle scuole del sud, sono stati il doppio che al nord.
Addirittura, in un solo liceo della Calabria, ci sono stati 20 cento e lode. Mentre al nord, al massimo uno o due per scuola. Che, naturalmente, sembra una media più attendibile. A parte il dato che è su indiscrezioni, e sarebbe forse il caso che si attendessero i risultati reali, ma il manager Abravanel, da qui parte per fare tutto un discorso sulla mancata estensione dei test Invalsi anche per l'esame di Stato. E sulla 'grande occasione perduta per rilanciare la meritocrazia nella selezione per l'accesso alla università', così ha detto. Perché, spiega ancora, con i test Invalsi, si potrebbe valutare meglio dove è più debole ed ineguale il sistema educativo, cioè al sud, e segnatamente nell'istruzione superiore e all'Università.
Alla fine suggerisce di farsi dare e prima di iscrivere i propri figli in una determinata scuola, richiedere i risultati dei test Invalsi, in modo da confrontarli con le altre del territorio e scegliere la migliore, cioè quella che presenta i risultati più alti.

In questi stessi giorni è uscito il rapporto Svimez (Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno), in cui si evidenzia come la crisi economica mostra un sud che letteralmente 'arranca'. Una terzo dei diplomati e il 30% dei laureati sotto i 34 anni delle regioni meridionali sono disoccupati. Naturalmente incidono sia le condizioni strutturali di base, e come un cane che si morde la coda, sia il ragionamento di chi si trova in queste condizioni, che pensa: 'non vale la pena continuare a specializzarsi sui libri, tanto alla fine nulla cambia'.

Il senatore Pasquale Villari, storico e politico, che fu ministro della Pubblica istruzione dal 1891 al 1892, cioè 120 anni fa, con articoli e libri, già allora denunciava che per il sud, oltre all'istruzione, era importante, per larghi strati della popolazione, cominciare a risolvere il problema della miseria e della povertà.
Naturalmente adesso non siamo a quei livelli, e il linguaggio usato dal ministro Villari, andrebbe adeguato alle condizioni attuali. Ma resta che tentare un collegamento tra ciò che dice Abravanel, il rapporto Svimez e la concezione ideale del ministro Villari, non sarebbe poi un'operazione tanto peregrina.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf