Sulla strada giusta
Francesco Di Lorenzo - 01-06-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte



Mai abbassare la guardia, specie se si tratta del ministro Brunetta e della sua cricca. Come volevasi dimostrare, il ministro non ha mantenuto i patti e Cisl e Uil ci sono cascati in pieno. Naturalmente ora cercano di correre ai ripari, ma resta che si sono fatti infinocchiare.
L'intesa era che l'applicazione della riforma Brunetta, per la parte relativa alla contrattazione degli istituti scolastici, dovesse attendere un successivo incontro con l'Aran. L'incontro non c'è mai stato e il decreto è stato mandato avanti lo stesso. I due sindacati pensavano, si capisce, di aver bloccato per un po' la questione. Il rischio, ora, è che per spendere i soldi del fondo di istituto, il preside non debba fare nessuna contrattazione con i sindacati. Deve solo informarli a cose fatte. Che sembra, da tutti i punti di vista, un bel passo indietro.
Insomma, la lezione, banale quanto si vuole, è questa: 'chi naviga per questi mari, questi pesci incontra'. E infatti, sia il metodo che il merito sono assolutamente in sintonia con un'idea della scuola come una qualsiasi fabbrica di dentifrici, di mattoni, di piastrelle e di chissà cos'altro. Dove il capo prende decisioni, ma non si capisce più per il bene di chi.

Un accenno all'aggiornamento delle graduatorie per gli incarichi e le supplenze.
Le ultime graduatorie che dovevano essere ad esaurimento, cioè, chi aveva scelto quella sede non poteva più cambiare, sono state riaperte da una sentenza del Tar del Lazio. Ora, per effetto della sentenza, ci si può inserire 'a pettine', nel senso che ci si può spostare in altre province e essere messi in graduatoria nel posto corrispondente al punteggio.
Sulla questione la Cisl-scuola ha chiesto che almeno per quest'anno gli incarichi avvengano utilizzando le vecchie graduatorie. È una posizione che media, cercando di non sconvolgere troppo tutti quelli che avevano scelto qualche anno fa, e che vedevano avvicinarsi finalmente il momento di entrare in ruolo. Non si sono espressi ancora gli altri sindacati. O se lo hanno fatto, non l'hanno pubblicizzato. Forse sarebbe il caso di farlo?

Siamo a fine anno e si danno i voti. Questa volta li hanno dati le famiglie.
Hanno valutato le mense scolastiche e si sono espressi molto criticamente. Il problema, come si sa, è molto sentito. Il 57% dei genitori non è contento della qualità delle mense ed esprime un voto che non arriva alla sufficienza. Poi, ci sono richieste relative a una maggiore presenza di cibi biologici e alla cucina nelle varie scuole per evitare cibi precotti e surgelati.
La conclusione è che il livello di attenzione sempre più alto, insieme al livello di competenza, da parte delle famiglie è un ottimo segnale. Insomma, con l'alimentazione dei figli e degli studenti non si scherza, e su questo, almeno, siamo sulla giusta strada.

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