Giovani e direzioni obbligatorie
Francesco Di Lorenzo - 25-05-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte



Onore al movimento degli 'Indignados' spagnoli. Sono i giovani scesi in strada perché sentono il loro futuro in pericolo. Lo hanno fatto i maniera corretta, pacifica e intelligente. Hanno semplicemente sfilato e occupato le piazze.
Savater ha detto che sono un esempio di civiltà e democrazia. I cartelli con i loro slogan spiegano che sono stufi di essere presi in giro dai politici.
Segno che dopo un certo periodo, continuare ad infierire e a calpestare la dignità, specialmente quella dei giovani onesti e preparati, è una mossa assolutamente perdente. La ribellione succede, avviene, speriamo travolga tutti quegli inetti che con qualche sbiadito slogan, preso direttamente dal medioevo, pensano di poter governare un paese. Un qualsiasi paese.

Intanto a Palermo, lunedì 23 maggio, migliaia di giovani studenti - provenienti da tutta Italia - hanno sfilato per le strade della città, commemorando il 19esimo anniversario della strage di Capaci. Erano lì, anche per il progetto denominato Il mondo che vorrei' e altri percorsi di educazione alla legalità promossi dal Ministero dell'istruzione e dalla Fondazione Falcone.
Segni e segnali da considerare e mettere nel giusto rilievo. Per far comprendere che ci sono giovani, mettiamola così, che non sono i responsabili dello sfascio della scuola, come qualche docente si ostina a dire nei suoi libri. Ne sono, semmai, soltanto le vittime. E questo bisogna dirlo, probabilmente gridarlo. Ma, forse più semplicemente, basterebbe guardare e leggere tali movimenti, per capire quanta menzogna e ipocrisia ci sia in chi si ostina a non vedere.

Ora che sono disponibili i dati delle iscrizioni scolastiche per l'anno prossimo, viene confermata la tendenza paventata. In maggioranza i ragazzi scelgono di iscriversi ai licei (3% in più). Tengono sostanzialmente gli istituti tecnici, diminuiscono sensibilmente le iscrizioni agli istituti professionali (3,4% in meno). Purtroppo, da questo punto di vista, niente di nuovo sotto il sole. Se togli ore di laboratorio e di pratica ( adesso i professionali hanno lo stesso monte orario dei tecnici), se tagli cioè la caratteristica di tali istituti, che cosa resta? Resta di iscriversi, per le professioni, negli istituti di formazione regionale o in quelli privati, che sono di qualità molto più scadente. Insomma, non ti mando via io, ti costruisco un'unica strada, facendo finta che l'abbia scelta tu.

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