E il silenzio scese felicemente nel giorno del terremoto
Laura Alberico - 11-05-2011
Oggi ho apprezzato il piacere del silenzio: pochi alunni in classe per paura (?!) del giorno che le improbabili previsioni hanno decretato catastrofico.
Il giorno x, variabile indipendente, ha fatto strage di presenze e questo fenomeno, per contrasto, ha creato un clima sereno e ovattato, cosa che nelle classi ormai è diventato un desiderio spesso impossibile da realizzare.

Il cielo sereno e un bel sole pieno di promesse hanno confermato che la vita continua, nonostante le previsioni e le ipotesi, gli studi e le sbagliate interpretazioni, le idee infondate della fine tragica della città eterna. Non ci sono state macerie nè crolli improvvisi, terrore di fronte all'inevitabile e ultime ore da non poter raccontare. Un giorno diverso e forse più "intimo" per raccogliere le idee e farle viaggiare lontano, per parlare con i pochi alunni del più e del meno, per sorridere del presente e ascoltare il futuro senza paure. Un "terremoto" silenzioso che sparge il seme della comunicazione e della ritrovata fiducia, del desiderio di stare insieme e di guardarsi dentro, perchè di questo hanno bisogno tutti, piccoli e grandi. Un giorno da ricordare.
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 Tigrotti di Mompracem    - 12-05-2011
Iscrivetevi all'Accademia del Silenzio. In questo modo continua a crescere la persona e lo spirito. Di questi tempi, bisogna lavorare, studiare, pensare per resistere anche così. Deve passare la nottata: A che punto è la notte; sentinella?