Compra quel che non puoi vincere
Francesco Di Lorenzo - 16-04-2011
Dallo Speciale Notizie dal fronte



Il ridicolo lo abbiamo già superato, ci troviamo sull'autostrada del grottesco e ci dirigiamo nel regno dell'insulso. Sembra che la notizia, fino ad oggi solamente annunciata, stia per diventare una realtà (tanto per abituarci alle parole). Si tratta di questo.

Un gruppo di docenti precari sarà protagonista di un reality show su Canale 5. I prof dovranno, durante il programma, insegnare a dei presunti vip, le nozioni base di cultura.

Tali presunti vip sono scelti tra quelli che hanno dimostrato, in altri reality, limiti di conoscenze linguistiche, scarsa cultura ed altre amenità di questo genere.

Secondo gli ideatori del programma l'idea sarebbe molto attraente. Dimostrerebbe al grande pubblico che chi ha successo ha molte lacune sul versante delle conoscenze ed è, spesse volte, in difficoltà. Mentre metterebbe i precari in buona luce, perché darebbe loro la possibilità di dimostrare che - in realtà - sono dei bravi insegnanti.

Ogni commento a questo concentrato di ottusità è veramente bandito.

Siamo nella, come dire, melma più totale e siamo al buio. Nel senso che non si vede spiraglio o alba, continuando così.

Intanto, alla notizia, le associazioni dei precari si sono scandalizzate del fatto che ognuno dei colleghi, per partecipare, guadagnerebbe 150mila euro. Francesca Puglisi del centro-sinistra ha detto: "il governo ignora i precari e loro diventano persino fenomeni da baraccone degli show". Il sindacalista Rino di Meglio della Gilda ha affermato che si tratta di "trasmissioni che assomigliano a un 'gratta e vinci' e che cavalcano indegnamente la disperazione dei docenti precari. Tutto ciò ci lascia sgomenti: se questo è il progresso a cui spingono i media, la situazione è davvero drammatica". (Salvo poi a scoprire, tra qualche tempo, che i partecipanti non erano insegnanti e neanche precari).

Sul versante degli scioperi, la novità è che i Cobas, per maggio, revocano lo sciopero già proclamato, ma rilanciano sull'iniziativa del blocco delle prove Invalsi.

Per Bernocchi, il loro portavoce, "I quiz Invalsi sono un insulto alla scuola pubblica, alla didattica di qualità, alla professionalità dei docenti, ad ogni forma seria di apprendimento degli studenti". Per lui, infatti, i quiz provocano la degenerazione e l'immiserimento dell'Istruzione.

Per i 'Giorni dell'indignazione', così si chiama la manifestazione che i Cobas hanno lanciato, lo slogan è "Chi fa i quiz Invalsi danneggia anche te: digli di smettere!".

C'è, si vede, si nota qualche nesso/relazione/attinenza, tra l'idea che i Cobas hanno dei quiz e l'insegnamento a quiz proposto nel reality show dei precari?


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